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  <updated>2013-05-21T13:22:14Z</updated>
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    <title>Le rappresentazioni cinematografiche dell'Altro nell'Europa mediterranea</title>
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    <author>
      <name>Barucca, Claudia</name>
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    <id>http://hdl.handle.net/2307/547</id>
    <updated>2011-07-29T00:03:02Z</updated>
    <published>2010-04-27T22:00:00Z</published>
    <summary type="text">&lt;Title&gt;Le rappresentazioni cinematografiche dell'Altro nell'Europa mediterranea&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Barucca, Claudia&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-28&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;L’incontro con l’alterità migrante costituisce un’attualità importante e quotidiana&#xD;
nella contemporaneità globale ed europea. Ci proponiamo di indagare i rapporti&#xD;
tra questo fenomeno e le sue elaborazioni discorsive, attraverso una riflessione&#xD;
critica sulle rappresentazioni cinematografiche contemporanee dell’Europa&#xD;
mediterranea tra il 1995 e il 2007. Partiremo dalle riflessioni filosofiche sul&#xD;
concetto di identità e identificazione tra l’io e Altro (in Ricoeur e Lévinas) e tra&#xD;
colonizzato e colonizzatore (in Fanon). Intendiamo far dialogare i testi&#xD;
cinematografici con i cultural studies, in particolare nella loro declinazione&#xD;
postcoloniale (da Hall, Spivak, Said fino alla nuova antropologia e ai border&#xD;
studies). Elaborando la lezione gramsciana sui rapporti tra egemonia, cultura e&#xD;
subalternità questi studi guidano il nostro lavoro sull’alterità, sulle identità&#xD;
multiple e diasporiche e sulla critica alla retorica del multiculturalismo. Il nostro&#xD;
intento è quello di lavorare sul Mediterraneo come area geografica, storica, e&#xD;
soprattutto come retorica di confine, che si dimostra condizione per uno&#xD;
sguardo interessante e produttivo sul rapporto tra marginalità identitaria e modi&#xD;
di rappresentazione. Filtreremo la nostra analisi attraverso gli interrogativi e le&#xD;
proposte di T. Elsaesser, R. Chow, H. Naficy e A. Kaplan per comporre una&#xD;
cartografia fluida dei testi cinematografici della sponda nord del Mediterraneo.&#xD;
Osserveremo brevemente le proposte di classificazione e definizione del&#xD;
cinema europeo come world cinema e in particolare del cinema migrante e&#xD;
diasporico, per poi analizzare le forme narrative ed estetiche che assume&#xD;
l’incontro con l’Altro e tra differenze, i rapporti tra dimensione relazionale e&#xD;
dinamiche dello sguardo e le rappresentazioni delle identità migranti e multiple&#xD;
(double o multiple occupancy – Elsaesser). La nostra proposta è dunque quella&#xD;
di attraversare l’arcipelago del cinema europeo contemporaneo del&#xD;
Mediterraneo per interrogarci sulle condizioni e le possibilità di un “pensiero&#xD;
meridiano” (Cassano, Zolo). L’“alternativa mediterranea” non vuole proporsi&#xD;
come nuovo paradigma o modello culturale omogeneo, ma occasione e&#xD;
condizione per un pensiero critico del/sul confine (border thinking). Questa&#xD;
proposta contribuisce alla riflessione teorica sulla retorica discorsiva del&#xD;
multiculturalismo occidentale superandola e svelandone il carattere egemonico.&#xD;
Dall’analisi sui modi del border filming mediterraneo, gli interrogativi sul&#xD;
“multiculturalismo critico” o sul nuovo “umanesimo critico” e “post-umanista” si&#xD;
aprono verso le più recenti elaborazioni critiche contemporanee. Questi studi&#xD;
coinvolgono diverse discipline (sociologia, filosofia, teoria politica, economia e&#xD;
diritto) e lavorano su una riarticolazione del rapporto centro-periferia (Nord,&#xD;
Sud, Occidente, Oriente), e attraverso lo studio critico delle democrazie liberali&#xD;
occidentali e del fenomeno della globalizzazione si aprono alle proposte dei&#xD;
nuovi studi cosmopoliti subalterni (South Global).&lt;/Abstract&gt;</summary>
    <dc:date>2010-04-27T22:00:00Z</dc:date>
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