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  <updated>2013-05-19T15:55:27Z</updated>
  <dc:date>2013-05-19T15:55:27Z</dc:date>
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    <title>Le ragioni dell'azione : economisti, psicologi e filosofi di fronte ai paradossi della razionalita' nella teoria della scelta</title>
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    <author>
      <name>Farina, Grazia</name>
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    <updated>2011-08-05T07:30:08Z</updated>
    <published>2010-04-11T22:00:00Z</published>
    <summary type="text">&lt;Title&gt;Le ragioni dell'azione : economisti, psicologi e filosofi di fronte ai paradossi della razionalita' nella teoria della scelta&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Farina, Grazia&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-12&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;La tesi si propone di discutere le conseguenze per la teoria della scelta razionale, nella&#xD;
forma standard della Expected Utility Theory (EUT), dell’evidenza sperimentale che ha&#xD;
rivelato numerosi casi di violazione degli assiomi del modello di utilità attesa utilizzato&#xD;
dagli economisti. Una discussione che coinvolge questioni di carattere psicologico e&#xD;
filosofico, legate ai meccanismi cognitivi responsabili del processo decisionale e ai fattori e&#xD;
alle modalità del processo motivazionale: questioni che erano state volutamente messe da&#xD;
parte dalla teoria standard (EUT) e la cui discussione ha direttamente o indirettamente&#xD;
coinvolto non solo gli psicologici cognitivi, ma anche economisti e filosofi.&#xD;
Il primo capitolo offre una presentazione della teoria dell’utilità attesa e della sua&#xD;
struttura assiomatica, mettendone in evidenza i presupposti teorici attraverso la descrizione&#xD;
degli assiomi che definiscono la razionalità dell’agente, i concetti di preferenza e di&#xD;
massimizzazione dell’utilità attesa, l’importanza della coerenza interna all’ordinamento&#xD;
delle preferenze, la tesi delle preferenze rivelate, la concezione soggettiva della probabilità.&#xD;
Vengono infine discussi i primi paradossi ed esperimenti, provenienti dall’economia e dalle&#xD;
scienze cognitive, che misero in discussione l’adeguatezza empirica della teoria.&#xD;
Nel secondo capitolo si delineano le concezioni alternative alla EUT elaborate nel&#xD;
capo delle scienze cognitive, sotto l’influenza della tesi della razionalità limitata di Simon,&#xD;
confluite nell’Heuristic and bias program di Kahneman e Tversky e quindi nella&#xD;
behavioural economics. L’obiettivo è quello di mostrare come le illusioni cognitive e&#xD;
&#xD;
l’influenza delle emozioni rendano irrealistica, e non solo in termini quantitativi, la&#xD;
razionalità attribuita all’agente. La prospect theory di Kahneman e Tversky vuole essere&#xD;
un’alternativa alla EUT proprio in quanto è in grado di dar conto di quelli che sono gli&#xD;
effettivi percorsi decisionali. Il ritorno di Kahneman al criterio dell’utilità come piacere di&#xD;
Bentham e la transizione dalla behavioural economics alla neuroeconomics mette in&#xD;
evidenza alcuni limiti teoretici di questa prospettiva.&#xD;
Nel terzo capitolo vengono analizzate e messe a confronto tesi filosofiche cognitiviste&#xD;
e non cognitiviste dell’azione e del contesto della scelta, e le corrispettive caratterizzazione&#xD;
della razionalità pratica. In particolare, vengono esaminate le analisi di Davidson sulle&#xD;
ragioni come cause dell’azione e le discussioni sulla natura della razionalità fra i sostenitori&#xD;
di una ragione sostantiva, “esterna” (Parfit, Broome), che si avvale della corrispondenza con&#xD;
fatti e valori normativi, e i sostenitori di una ragione procedurale, “interna”, (Williams,&#xD;
Blackburn) volta invece a rafforzare il ruolo delle motivazioni e il punto di vista dell’agente.&#xD;
Infine, ci si sofferma sul confronto fra una concezione kantiana della razionalità come fonte&#xD;
autonoma di normatività – rappresentata da Korsgaard – e una ragione invece “Humefriendly” proposta da Blackburn&#xD;
Il quarto capitolo contiene l’analisi della regret theory di Robert Sugden, una non&#xD;
expected theory di un economista che è anche autore di una critica molto lucida alla teoria&#xD;
della scelta razionale, in particolare alla concezione di una razionalità normativa e&#xD;
strumentale, che lo porta ad aderire all’approccio della behavioural economics. Due i temi&#xD;
centrali: il primo è l’analisi della prospettiva consequenzialista della scelta. Il secondo è&#xD;
l’interpretazione della teoria di Hume come sostenitore di una concezione che esclude la&#xD;
possibilità di un ruolo significativo per la razionalità pratica, a favore di una spiegazione&#xD;
naturalistica dei processi mentali alla base delle decisioni umane. Tuttavia, da una lettura&#xD;
più completa della concezione di Hume può emergere una concezione della ragione pratica&#xD;
più vicina all’idea di “passione calma”, che non si pone come fonte di autorità ma come&#xD;
conquista di “un punto di vista fermo e generale”, e non si contrappone alle passioni naturali&#xD;
ma si limita a correggerle.&lt;/Abstract&gt;</summary>
    <dc:date>2010-04-11T22:00:00Z</dc:date>
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