<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
  <title>ArcAdiA</title>
  <link rel="alternate" href="http://dspace-roma3.caspur.it:80" />
  <subtitle>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</subtitle>
  <id>http://dspace-roma3.caspur.it:80</id>
  <updated>2013-05-18T10:42:43Z</updated>
  <dc:date>2013-05-18T10:42:43Z</dc:date>
  <entry>
    <title>Indagini geodetiche e geomorfologiche in Appennino centrale per la caratterizzazione della tettonica attiva</title>
    <link rel="alternate" href="http://hdl.handle.net/2307/425" />
    <author>
      <name>Galvani, Alessandro</name>
    </author>
    <id>http://hdl.handle.net/2307/425</id>
    <updated>2011-06-17T00:02:52Z</updated>
    <published>2009-03-23T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">&lt;Title&gt;Indagini geodetiche e geomorfologiche in Appennino centrale per la caratterizzazione della tettonica attiva&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Galvani, Alessandro&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-03-24&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;La regione oggetto di studio di questa tesi è rappresentata dal settore centrale della catena appenninica. Informazioni sulla deformazione attiva in questa area derivano dall'analisi della distribuzione della sismicità storica e strumentale e dalla geometria e cinematica dei sistemi di&#xD;
faglie attivi. I meccanismi focali dei forti terremoti forniscono dei tassi di deformazione variabili fra&#xD;
0.9 e 3.5 mm anno mentre dati geodetici GPS forniscono valori di deformazione variabili fra 3 e 6&#xD;
mm / anno. Il quadro cinematico dell'area in esame risulta piuttosto complesso,  generato da un cambio del regime tettonico quaternario che da compressivo passa a distensivo a causa della variazione dell'arretramento flessurale della placca adriatica in subduzione verso ovest. Esso è&#xD;
caratterizzato dalla presenza di sistemi di faglie normali orientate NW-SE in parte ereditate dai vecchi sistemi di thrust pre quaternari,  con il riutilizzo delle preesistenti strutture compressive&#xD;
responsabili origine dei numerosi bacini in tramontani pleistocenici.&#xD;
Per meglio comprendere un assetto tettonico e cinematico così articolato e per definire tassi&#xD;
di deformazione caratteristici dell'area,  l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia,  ha istituito&#xD;
e misurato a partire dal 1999 la rete geodetica CA_GeoNet (Central Apennine Geodetic Network).&#xD;
Essa è distribuita su un area di circa 180x130 interessando tutte le principali strutture sismo&#xD;
genetiche.&#xD;
In questo lavoro vengono presentati il campo di velocità GPS ottenuto dai dati raccolti dal&#xD;
1999 al 2007 e il campo di deformazione stimato a partire dall'inversione dei dati di velocità. Il&#xD;
campo di velocità e quello di deformazione possono essere considerati consistenti con il regime&#xD;
tettonico attuale dopo la rimozione,  a scala locale,  dei segnali provenienti da vertici su probabili&#xD;
MGPV (Movimenti Gravitativi Profondi di Versante). Nell'area di studio sono stati individuati, &#xD;
tramite analisi di foto aeree e dati di campagna 17 vertici monumentati su aree potenzialmente&#xD;
instabili. L'analisi dei dati ha evidenziato come l'Appennino centrale sia caratterizzato da due&#xD;
domini di deformazione: tirrenico ed adriatico. La massima deformazione interessa la porzione di&#xD;
catena che si trova a N della linea Olevano-Antrodoco la quale svolge sia il ruolo di barriera alla&#xD;
deformazione che di transfer della deformazione. L'analisi dei residui calcolati con l'applicazione&#xD;
di un modello ad elementi finiti del campo di velocità ha permesso di definire fra i vertici interessati&#xD;
da instabilità dei versanti,  quali presentano residui superiori a 2 o a 3 ovvero quali vertici sono&#xD;
caratterizzati da un residuo elevato imputabile alla presenza di una componente gravitativa, &#xD;
definendo un nuovo approccio per la definizione e la comprensione della dinamica che caratterizza&#xD;
aree di instabilità a scala così grande.&lt;/Abstract&gt;</summary>
    <dc:date>2009-03-23T23:00:00Z</dc:date>
  </entry>
</feed>

