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  <updated>2013-06-19T05:49:26Z</updated>
  <dc:date>2013-06-19T05:49:26Z</dc:date>
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    <title>Studio sistematico delle ostracofaune dulcicole e salmastre dell'area mediterranea nel Miocene superiore pre-evaporitico : implicazione biocronologiche e paleobiogeografiche</title>
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    <author>
      <name>Ligios, Silvia</name>
    </author>
    <id>http://hdl.handle.net/2307/432</id>
    <updated>2011-06-17T00:02:36Z</updated>
    <published>2009-03-24T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">&lt;Title&gt;Studio sistematico delle ostracofaune dulcicole e salmastre dell'area mediterranea nel Miocene superiore pre-evaporitico : implicazione biocronologiche e paleobiogeografiche&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Ligios, Silvia&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-03-25&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;In questo lavoro si sono estese le conoscenze sistematiche delle ostracofaune dulcicole e salmastre&#xD;
del Miocene superiore pre-evaporitico dell'area italiana provenienti da tre diverse aree italiane:&#xD;
Bacino Veneto-Friulano,  localizzato nell'Italia nord-orientale,  bacini toscani, ubicati sul versante tirrenico dell'Italia centrale e Bacino di Cessaniti, sul versante tirrenico calabro (Italia meridionale).&#xD;
Tale studio si è reso necessario per colmare le lacune esistenti sulla conoscenza delle ostracofaune salmastre di questo intervallo di tempo, allo scopo di creare un data-base che potesse rappresentare un punto di partenza sia per l'analisi dell'evoluzione geologico-stratigrafica di questi bacini e della loro evoluzione paleoambientale sia per le ricostruzioni paleobiogeografiche e paleogeografiche, particolarmente importanti in un intervallo di tempo che precede la Crisi di Salinità Messiniana che sconvolgerà, dal punto di vista geologico e paleobiologico, l'intera area mediterranea.&#xD;
Lo studio sistematico ha portato al riconoscimento di 17 generi comprendenti 63 specie: 25 sono&#xD;
state riferite a specie già note,  26 rappresentano nuove specie (tutte endemiche dei bacini toscani)&#xD;
già istituite nel corso di questa ricerca o in corso di descrizione,  12 sono state lasciate in&#xD;
nomenclatura aperta a causa dell'esiguità del materiale o del suo mediocre stato di conservazione.&#xD;
Le ostracofaune rinvenute nei bacini toscani,  molto abbondanti e ben conservate,  mostrano uno&#xD;
spiccato grado di endemismo sia regionale sia bacinale. Sono stati rinvenuti due generi endemici, &#xD;
Tavanicythere e Bullocypris,  ed è stata riconosciuta una imponente radiazione adattativa dei generi&#xD;
Tavanicythere,  Mediocytherideis,  Loxoconchissa e Cyprideis.&#xD;
I dati dell'analisi sistematica,  integrati con dati di natura stratigrafico-strutturale,  cronologica e&#xD;
geochimica,  sono stati utilizzati per approfondire le conoscenze sulla natura dei diversi bacini&#xD;
esaminati,  sulla loro paleogeografia e sulla paleobiogeografia delle ostracofaune a scala locale e&#xD;
regionale e sulla distribuzione stratigrafica delle specie salmastre riconosciute.&#xD;
Nel settore orientale del Bacino Veneto-Friulano le ostracofaune provenienti dalla porzione&#xD;
tortoniana del Conglomerato del Montello sono oligotipiche e rappresentate da Hemicyprideis&#xD;
dacica dacica,  Hemicytheria pejnovicensis e Loxoconcha cf. L. josephi.&#xD;
Le ostracofaune del Tortoniano superiore-Messiniano inferiore dei bacini toscani di Volterra-&#xD;
Radicondoli,  Velona,  Cinigiano-Baccinello e Valdelsa presentano un'elevata affinità reciproca a&#xD;
livello generico,  ma una notevole endemicità a livello specifico.&#xD;
Le associazioni ad ostracodi provenienti dall'Unità tortoniana superiore delle "Sabbie argillose ed&#xD;
argille sabbiose fossilifere" di Cava Brunia [Bacino di Cessaniti (Calabria)] sono oligotipiche, &#xD;
rappresentate dalle specie Mediocytherideis (Sylvestra) posterobursa,  Cyprideis ruggierii, &#xD;
Loxoconcha cf. L. biformata e Zonocypris membranae quadricella.&#xD;
Le analisi geochimiche (isotopi stabili,  elementi in traccia) effettuate sul carapace di Cyprideis e&#xD;
Hemicyprideis e quelle del rapporto 87&#xD;
Sr/86&#xD;
Sr effettuate sui carbonati biogenici di molluschi e&#xD;
echinodermi suggeriscono l'esistenza di acque salmastre con composizione ed origine differente&#xD;
nelle tre diverse aree geografiche. I bacini toscani sono caratterizzati da acque salmastre di origine&#xD;
non marina (acque meteoriche ricche in sali provenienti dalla dissoluzione delle evaporiti triassiche&#xD;
toscane),  mentre i bacini Veneto-Friulano e di Cessaniti sono dei bacini salmastri marino-marginali.&#xD;
Tuttavia,  nel caso del Bacino Veneto-Friulano è ipotizzabile un mescolamento tra acque paratetidee&#xD;
provenienti dal vicino Bacino della Sava e acque del Paleomediterraneo settentrionale.&lt;/Abstract&gt;</summary>
    <dc:date>2009-03-24T23:00:00Z</dc:date>
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