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  <updated>2013-05-23T02:34:33Z</updated>
  <dc:date>2013-05-23T02:34:33Z</dc:date>
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    <title>Gustav Špet fra fenomenologia ed ermeneutica : il contributo di G. Špet al rinnovamento della filosofia in Russia attraverso la diffusione della fenomenologia husserliana, gli studi di estetica e di filosofia del linguaggio</title>
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      <name>Ottaviano, Giulietta</name>
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    <updated>2011-11-18T00:35:17Z</updated>
    <published>2010-04-11T22:00:00Z</published>
    <summary type="text">&lt;Title&gt;Gustav Špet fra fenomenologia ed ermeneutica : il contributo di G. Špet al rinnovamento della filosofia in Russia attraverso la diffusione della fenomenologia husserliana, gli studi di estetica e di filosofia del linguaggio&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Ottaviano, Giulietta&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-12&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Il lavoro di ricerca, nel corso del triennio, si è concentrato su due versanti: il primo è&#xD;
consistito nel reperimento delle fonti relative alla produzione scientifica del filosofo&#xD;
russo di cui si hanno pochissimi riferimenti nel nostro paese.&#xD;
All’estero, soprattutto in Francia e in Germania, lo studio di Špet è stato portato&#xD;
avanti in questi ultimi decenni ed ha prodotto una serie di pubblicazioni riguardanti i&#xD;
numerosi aspetti della sua ricca e articolata produzione scientifica, di cui se ne può&#xD;
avere un’indicazione nelle bibliografia generale, posta in appendice.&#xD;
Il reperimento delle fonti è stato possibile attraverso un lavoro di ricerca presso le&#xD;
biblioteche statali russe e, soprattutto grazie alla disponibilità della figlia del filosofo,&#xD;
Marina Gustavovna Štorch che, nel mettere a disposizione i volumi pubblicati in&#xD;
questi ultimi anni dell’opera omnia del filosofo, in tiratura limitata e contenenti anche&#xD;
la documentazione conservata presso l’archivio di famiglia, in parte anche&#xD;
manoscritta, ha permesso di affrontare lo studio la ricerca con riferimenti testuali.&#xD;
Il secondo versante ha riguardato il lavoro di traduzione, per la maggior parte dalla&#xD;
lingua russa.&#xD;
Tutte le citazioni contenute nella tesi, tratte da testi di Špet e da filosofi a lui&#xD;
contemporanei, dai contributi su di lui degli studiosi russi e delle pagine scelte dei&#xD;
testi posti in appendice, sono opera di traduzione dall’originale.&#xD;
Il carteggio pubblicato a cura di Tat’jana Ščedrina è stato altro elemento utile sia per&#xD;
il primo capitolo riguardante la vita e le opere del filosofo, sia per avere elementi di&#xD;
maggiore conoscenza sul rapporto instauratosi fra Špet e Husserl.&#xD;
La redazione delle note bibliografiche è stata curata fin dal primo anno di corso ed ha&#xD;
necessitato di un lungo e paziente lavoro di controllo, poichè non sempre i riferimenti&#xD;
sono coincidenti con le fonti, anche a causa dei problemi dovuti alla traslitterazione&#xD;
dal cirillico (non sempre univoca).&#xD;
La traslitterazione utilizzata è quella accreditata e riconosciuta a livello internazionale&#xD;
ed è stata resa graficamente mediante l’utilizzo dell’alfabeto serbo con caratteri latini.&#xD;
Il lavoro di traduzione e di analisi dell’opera Fenomeno e senso, (dall’edizione&#xD;
originale del 1914) è stato piuttosto complesso; è stato anche redatto e allegato un glossario in lingua russa, tedesca e italiana, come contributo proveniente dal lavoro di&#xD;
traduzione. Nell’appendice sono stati inseriti due ulteriori indici bibliografici: il primo contenente tutte le opere del filosofo, con i riferimenti alle varie edizioni e i&#xD;
riferimenti alla letteratura secondaria; il secondo indice bilbiografico riguarda le&#xD;
pubblicazioni su Husserl in Russia dei primi decenni del Novecento. Nell’ appendice&#xD;
sono stati inseriti documenti provenienti dal carteggio, tradotti dal russo, con la&#xD;
relativa documentazione fotografica.&#xD;
Il lavoro di ricerca ha avuto come obiettivo innanzitutto quello di introdurre la&#xD;
personalità del filosofo per farne comprendere la vastità degli interessi e le varie fasi&#xD;
che la sua produzione scientifica ha attraversato. Il primo capitolo è dedicato alla vita&#xD;
del filosofo e alla sua formazione intellettuale; il secondo capitolo è dedicato ad una&#xD;
panoramica su alcune rilevanti personalità filosofiche che insieme a Špet hanno&#xD;
contribuito al rinnovamento del pensiero filosofico in Russia, recuperando molti tratti&#xD;
della tradizione ottocentesca sia letteraria che filosofica. I primi tre decenni del&#xD;
Novecento russo sono stati un periodo di straordinario rinnovamento per quanto&#xD;
riguarda lo studio del linguaggio, la nascita delle avanguardie artistiche, gli studi&#xD;
sociali, la produzione letteraria. Il contributo di filosofi, fra i quali Špet, è stato&#xD;
significativo.&#xD;
Anche la ricezione e la reinterpretazione della fenomenologia husserliana così come&#xD;
di altri filoni quali il neokantismo, rientrano fra quei fattori che hanno avuto&#xD;
rilevanza e che, attraverso Špet, hanno contribuito a tale rinnovamento su molti&#xD;
versanti. Il terzo capitolo è dedicato al confronto con la fenomenologia husserliana.&#xD;
Špet, allievo di Husserl negli anni 1912-13 a Gottinga, pubblica nel 1914 Fenomeno&#xD;
e senso che rappresenta nel panorama della filosofia russa la prima esposizione&#xD;
approfondita della fenomenologia; in questa sua opera Špet si occupa dei temi che&#xD;
Husserl aveva trattato già nelle Ricerche logiche e che aveva da poco affrontato nei&#xD;
seminari di Gottinga e che saranno contenuti in Ideen I.&#xD;
Nei capitoli centrali della tesi, attraverso un’analisi “comparativa” fra il testo di Špet&#xD;
e i testi husserliani (Ricerche logiche, La filosofia come scienza rigorosa, Idee I, Idee&#xD;
II) sono stati rintracciati sia i temi comuni che le diversità fra i due filosofi.&#xD;
Fra i temi comuni sono emersi il tema della filosofia, intesa come scienza rigorosa,&#xD;
la necessità di confutare lo psicologismo, l’esigenza di mettere al centro il problema&#xD;
del metodo, il tema dell’epoché, della riduzione fenomenologica in connessione&#xD;
all’analisi della coscienza pura, l’intenzionalità.&#xD;
Nei confronti delle tesi husserliane Špet manifesta una serie di obiezioni rispetto alla&#xD;
poca chiarezza con cui Husserl avrebbe affrontato il rapporto fra intuizione ideale e&#xD;
intuizione empirica e rispetto all’analisi ancora troppo soggettivistica da parte di&#xD;
Husserl nei confronti della coscienza. Nei capitoli conclusivi di Fenomeno e senso,&#xD;
Špet pone l’accento sul tema “ermeneutico” della comprensione come dimensione&#xD;
davvero risolutiva.&#xD;
La coscienza per Špet non può avere un “proprietario” e, riprendendo la tradizione&#xD;
filosofica russa, sviluppa un’analisi in difesa di una visione della coscienza nella sua&#xD;
dimensione collettiva e culturale. Non a caso negli anni seguenti alla pubblicazione di Fenomeno e senso (1914), Špet dedica alla filosofia della storia una monumentale&#xD;
dissertazione accademica, con l’obiettivo di difendere il ruolo della storia, dove è&#xD;
riscontrabile l’influenza di Dilthey. Egli scrive anche una storia dell’ermeneutica,&#xD;
partendo dall’antichità per arrivare alla contemporaneità.&#xD;
Gli studi successivi sono dedicati soprattutto al ruolo del linguaggio (la parola, per&#xD;
Špet è il “principium cognoscendi”).&#xD;
In Fenomeno e senso già era stata elaborata una tale prospettiva, espressa negli&#xD;
ultimi capitoli e poi ripresa in La forma interna della parola (l’opera del ’27 e della&#xD;
piena maturità intellettuale dedicata a von Humboldt e a cui è dedicato il quarto&#xD;
capitolo) in cui il rapporto fra espressione e significato che Špet aveva appreso dalle&#xD;
Ricerche logiche viene trattato in quest’opera come il tema fondamentale, che&#xD;
ricomprende l’ermeneutica, la semiotica e la logica. Il quarto capitolo verte anche su&#xD;
un’ analisi comparativa fra i testi di von Humboldt e l’opera di Špet La forma interna&#xD;
della parola.&#xD;
Anche in opere precedenti come nei Frammenti estetici ( opera pubblicata nel 1923)&#xD;
Špet sostiene che il significato logico non viene annullato dal linguaggio poetico ma&#xD;
in esso ricompreso, tanto che il linguaggio poetico dovrebbe essere considerato come&#xD;
una “filosofia applicata“.&#xD;
Il contributo alle nuove teorie sullo studio del linguaggio è stato riconosciuto dai più&#xD;
illustri esponenti del formalismo russo di allora, come testimonia lo scambio&#xD;
epistolare con Roman Jakobson e come testimoniano artisti, letterati e filosofi del&#xD;
periodo.&lt;/Abstract&gt;</summary>
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