<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
  <title>ArcAdiA</title>
  <link rel="alternate" href="http://dspace-roma3.caspur.it:80" />
  <subtitle>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</subtitle>
  <id>http://dspace-roma3.caspur.it:80</id>
  <updated>2013-05-22T22:13:14Z</updated>
  <dc:date>2013-05-22T22:13:14Z</dc:date>
  <entry>
    <title>Best practices : progettare la complessità : buone pratiche per la realizzazione di edilizia residenziale pubblica</title>
    <link rel="alternate" href="http://hdl.handle.net/2307/539" />
    <author>
      <name>Sancineto, Sandro</name>
    </author>
    <id>http://hdl.handle.net/2307/539</id>
    <updated>2011-07-29T00:02:31Z</updated>
    <published>2010-06-06T22:00:00Z</published>
    <summary type="text">&lt;Title&gt;Best practices : progettare la complessità : buone pratiche per la realizzazione di edilizia residenziale pubblica&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Sancineto, Sandro&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-06-07&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;La ricerca si concentra sul processo di realizzazione dell’housing sociale: dalle strategie di&#xD;
pianificazione e finanziamento iniziali alle procedure intermedie di progettazione e realizzazione&#xD;
fino al feedback dei fruitori, gli abitanti destinatari degli alloggi sociali.&#xD;
&#xD;
In particolare si propone di studiare i punti nodali tra un passaggio e l’altro, attraverso l’indagine di&#xD;
modelli procedurali virtuosi degli ultimi 10 anni, per cercare di capire se al di là delle situazioni&#xD;
politiche, legislative e finanziarie si possono trarre da questi casi delle indicazioni procedurali da&#xD;
importare nell’intero contesto italiano con l’obiettivo di ottimizzare le strategie e migliorare i risultati.&#xD;
Il primo punto nodale individuato è quello delle scelte strategiche urbane, sia attraverso i piani&#xD;
urbanistici che attraverso gli strumenti legislativi.&#xD;
&#xD;
A questo proposito si è studiato il caso dell’Inghilterra e in particolare di Londra, in quanto città che&#xD;
più ha costruito edilizia sociale negli ultimi 10 anni rispetto alle altre capitali europee. Attraverso le&#xD;
scelte strategiche di base vengono decise le ubicazioni sul territorio, le relazioni con il resto della&#xD;
città, le modalità di finanziamento, le entità da realizzare, i rapporti con gli enti che realizzeranno&#xD;
effettivamente l’intervento. A completamento dell’analisi compaiono nel testo una serie di schede&#xD;
analitiche che illustrano dei casi specifici effettivamente realizzati che hanno il compito di&#xD;
dimostrare concretamente i risultati ottenuti a partire dalle strategie enunciate.&#xD;
Il secondo punto nodale è quello delle procedure a livello locale, cioè le modalità con cui gli enti&#xD;
preposti gestiscono la realizzazione dell’housing sociale. A tale proposito per evitare di instaurare&#xD;
confronti tra realtà imparagonabili per differenze politiche e legislative, si è appositamente scelto di&#xD;
studiare un caso italiano, quello della provincia di Bolzano, dove un’accorta gestione dei processi&#xD;
di progettazione e realizzazione ha consentito negli ultimi dieci anni di realizzare interventi&#xD;
qualitativamente interessanti ad un prezzo contenuto. Anche in questo caso la descrizione è&#xD;
completata da una serie di schede illustrative delle principali realizzazioni, e dall’approfondimento&#xD;
di un intervento che è parso particolarmente interessante per tutto l’iter realizzativo:&#xD;
&#xD;
Quartiere CasaNova.&#xD;
&#xD;
Terzo e ultimo punto nodale, ma non meno importante, è quello del feedback da parte di coloro&#xD;
che si trovano poi a vivere nelle case di edilizia sociale. Attraverso interviste e questionari specifici&#xD;
rivolti agli abitanti la ricerca ha cercato di sondare il grado di soddisfazione dei fruitori come filtro&#xD;
finale e fondamentale per valutare l’efficacia delle strategie e delle procedure prima descritte.&#xD;
Il ruolo delle “procedure” all’interno del processo edilizio&#xD;
La ricerca affronta la tematica della progettazione di edilizia sociale attraverso la definizione e lo&#xD;
studio delle migliori pratiche rilevate con riferimento alle tematiche abitative e sociali valutando&#xD;
come le procedure influenzano la qualità architettonica e abitativa. La ricerca prende l’avvio da&#xD;
alcune constatazioni:&#xD;
- il paradigma della sostenibilità sta innovando in modo sostanziale il modo di pensare sia il&#xD;
progetto dell’edificio, sia il progetto urbano, dal punto di vista della sinergia fra l’uso di risorse&#xD;
umane, naturali e tecnologiche. Nell’ultimo decennio questi fattori hanno portato al rinnovo della&#xD;
base tecnologica della città. L’innovazione tecnologica, in particolare, apre orizzonti nuovi ai&#xD;
metodi di edificazione, e, sopratutto alimenta speranze sull’applicazione di tecniche a più basso&#xD;
costo, più alta produttività e minor impatto ambientale;&#xD;
- il continuo rincaro di aree, del prezzo finale delle abitazioni ed il diminuire delle azioni sociali a&#xD;
favore delle fasce sociali deboli hanno prodotto nell’ultimo quinquennio l’esclusione dall’abitazione di fasce crescenti di popolazione. Un’esclusione che comprende, per la prima volta dalla rivoluzione industriale, anche i ceti medio-bassi.&#xD;
Il tema è introdotto e definito dall’analisi dei criteri di attuazione di quartieri di social housing a&#xD;
basso costo di realizzazione e gestione, a basso impatto ambientale, basati sulla condivisione&#xD;
delle scelte progettuali e di gestione.&#xD;
La tesi vuole dimostrare come questi criteri possono essere utilizzati, contestualizzati, in altre aree&#xD;
geografiche anche di differente grandezza e con regolamentazioni amministrative diverse.&#xD;
L’ obiettivo principale della ricerca consiste nella valutazione di criteri operativi “best practices” per&#xD;
la realizzazione di quartieri di social housing. I criteri sono stati individuati tenendo conto delle&#xD;
principali esperienze internazionali e dell’evoluzione delle normative comunitarie e nazionali in&#xD;
materia. I risultati della ricerca sono stati confrontati con simili ricerche in corso di sviluppo nelle&#xD;
principali reti del social housing. La ricerca si è sviluppata attraverso i seguenti momenti:&#xD;
Rilevamento delle best practices in materia di realizzazione di quartieri sostenibili;&#xD;
&#xD;
Rilevamento delle best practices in materia di rinnovo degli impianti urbani secondo le regole della&#xD;
sostenibilità;&#xD;
Rilevamento dei concorsi internazionali dedicati al social housing;&#xD;
Regole di progettazione: la condivisione, i materiali, la composizione, l’organizzazione, la gestione.&#xD;
Tra le sperimentazioni progettuale presenti in Europa emerge tra le nazioni più virtuose: la Gran&#xD;
Bretagna. (La formula dell’housing sociale è molto diffusa in molti paesi europei, basti pensare che&#xD;
nei Paesi Bassi, Gran Bretagna, Svezia e Francia rappresenta rispettivamente il 36, il 23, il 22 e il&#xD;
20% del mercato residenziale totale).&#xD;
L’Inghilterra una realtà tra le più interessanti e dinamiche in Europa, rappresenta insieme&#xD;
all’Olanda una delle nazioni più attente nella realizzazione di housing sociale, attraverso progetti&#xD;
come: “Comunità piuttosto che Complessi Residenziali” il governo Inglese ha come intento la&#xD;
visione di una città sostenibile da attuare con un programma molto chiaro negli obiettivi, ampio e&#xD;
complesso e nella sua realizzazione. Una programmazione alla base della politica interna inglese&#xD;
che comprende gli aspetti sociali, economici e finanziari, e che concentra gran parte della&#xD;
riqualificazione urbana e sociale sulla politica della casa e sulla pianificazione urbana, mediante&#xD;
innovativi sistemi di gestione.&#xD;
Il risultato dell’analisi inglese ha dato molte indicazioni circa il miglioramento delle procedure&#xD;
italiane legate alla realizzazione di edilizia sociale, ma per ragionare in maniera più concreta sull’&#xD;
”Importazione” o sui “Criteri di Importazione” è risultato fondamentale analizzare l’esistenza di&#xD;
esempi di procedure importate da alcune amministrazioni da altri contesti europei in Italia o in altre&#xD;
nazioni.&#xD;
L’obiettivo di questo secondo approfondimento non è quello di individuare una importazione “toutcourt” da altri contesti geografici ma quello di selezionare dei temi che potrebbero essere sviluppati&#xD;
nel contesto italiano con i dovuti aggiustamenti. Per questo guardare a realtà che hanno fatto già&#xD;
questo tipo operazione diviene interessante da osservare e analizzare perché ricca di spunti.&#xD;
In particolare proprio in Italia la regione del Trentino Alto Adige e in particolare la Provincia di&#xD;
Bolzano ha importato dalla vicina Austria e soprattutto dalla Germania molti modelli operativi per la&#xD;
realizzazione di edilizia sociale di qualità e basso-emissiva.&#xD;
La provincia di Bolzano rappresenta infatti con la sua sperimentazione una posizione fuori dalla&#xD;
cultura costruttiva italiana dominante e rappresenta un modello del buon-costruire; un caso da&#xD;
analizzare con tutte le considerazioni e limitazioni legate al fatto di confrontarsi con una regione a&#xD;
statuto speciale con importanti finanziamenti a disposizione.&#xD;
In particolare si è analizzato l’operato dell’IPES Istituto per l’edilizia Sociale della Provincia di&#xD;
Bolzano e si sono considerate le caratteristiche del protocollo di norme tecniche messo a punto dai&#xD;
tecnici dell’Ipes di Bolzano osservandone e esaminandone le ricadute che l’utilizzo di queste&#xD;
hanno rispetto alla progettazione dei tecnici incaricati e inoltre degli abitanti ultimi fruitori delle&#xD;
case. Lo scopo di questa analisi è stato quello di desumere delle linee guida e indicazioni per la&#xD;
realizzazione di nuovi comparti residenziali, una mappatura delle “Best Practises” esportabili in altri&#xD;
contesti. Attraverso uno stage presso gli uffici dell’IPES la ricerca si è arricchita di contenuti e&#xD;
valutazioni importanti. L’ultima parte della ricerca raccoglie le varie considerazioni redatte nei primi&#xD;
capitoli concludendo sulla verifica di tesi, antitesi e assunti iniziali e inoltre seleziona e propone&#xD;
alcune esperienze da importare nelle amministrazioni locali al fine di rispondere alla domanda&#xD;
iniziale: ”E’ possibile importare dalle esperienze europee più riuscite in tema di Social Housing&#xD;
criteri e processi per la loro realizzazione?”&#xD;
Altra domanda alla quale si tenta di dare una risposta è questa:”è solo una questione di soldi,&#xD;
finanziamenti dedicati per il social housing?” ed è quindi per questo che la situazione in Italia è&#xD;
così problematica? All’interno degli ultimi capitoli si da una risposta anche se parziale a questa&#xD;
domanda molto complessa dimostrando come l’aspetto economico sia in realtà meno influente di&#xD;
quello che si pensa, sopratutto se legato al finanziamento diretto dello stato e non a formule&#xD;
innovative che reperiscano i fondi in maniera alternativa. Un’altra precisazione mi sembra&#xD;
doverosa, con questa ricerca si tratta l’edilizia sociale nel suo complesso fatto di case di edilizia&#xD;
economica e popolare come quelle che ad esempio realizzano le Ater e quelle invece di social&#xD;
housing e cioè quel tipo di edilizia realizzata dai privati o da organizzazioni no profit, cooperative o&#xD;
in parte dalle stesse Ater che realizza case a canone calmierato o in vendita a costi ribassati dove&#xD;
in accordo con il comune si è costruisce su aree determinate o da piani di attuazione o da accordi&#xD;
con proprietari di terreni edificabili.&lt;/Abstract&gt;</summary>
    <dc:date>2010-06-06T22:00:00Z</dc:date>
  </entry>
</feed>

