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    <title>DSpace Collection:</title>
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    <title>Effetti e limiti del debito pubblico in impostazioni teoriche alternative</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/683</link>
    <description>&lt;Title&gt;Effetti e limiti del debito pubblico in impostazioni teoriche alternative&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Forestieri, Paolo&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2008&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Il debito pubblico è uno degli argomenti che desta maggiore interesse nell’ambito della teoria economia. La letteratura sull’argomento è estremamente ricca e variegata. In particolare esistono diverse posizioni circa gli effetti all’accumulazione del debito pubblico sul livello del reddito e dell’occupazione. È necessario, però, sottolineare che allo stato attuale la posizione dominante tende ad individuare nel debito pubblico un fattore che produce effetti negativi per l’economia nel suo complesso.&#xD;
Questo lavoro si muove, invece, da una prospettiva diversa, secondo la quale la spesa pubblica può avere effetti espansivi in termini di reddito e occupazione. Tale posizione, che induce una rilettura critica si fonda sul presupposto che i livelli del prodotto complessivo siano determinati anche nel&#xD;
lungo periodo dalla dimensione della domanda aggregata, le cui determinanti&#xD;
sono a loro volta concepite come indipendenti dal livello di produzione&#xD;
potenziale. In sostanza si afferma che sia la domanda ad imporre un limite&#xD;
superiore ai livelli di attività dell’economia, e che in generale essa deve&#xD;
considerarsi non sufficiente a garantire la piena occupazione. Questa premessa&#xD;
si lega all’adesione ad un’impostazione teorica alternativa a quella neoclassica,&#xD;
anche sul terreno della distribuzione del reddito, la cui spiegazione viene&#xD;
ricondotta a circostanze diverse dall’equilibrio di domanda e offerta dei “fattori&#xD;
produttivi”.&#xD;
Questo secondo aspetto è di supporto al primo; l’idea, che i livelli di reddito&#xD;
siano determinati dal lato della domanda è ereditata dalla teoria keynesiana, e&#xD;
una spiegazione della distribuzione, che non presupponga la tendenza al pieno&#xD;
impiego delle risorse produttive, ne diventa un elemento fondamentale&#xD;
importante sostegno all’ipotesi che la domanda sia la determinante dei livelli di&#xD;
reddito anche nel trend e non solo nel ciclo economico.1&#xD;
Il presente lavoro si articola in cinque capitoli e una breve appendice di&#xD;
carattere empirico.&#xD;
Nel primo capitolo si ripercorrono rapidamente le concezioni prevalenti della&#xD;
teoria economica fino alla rivoluzione keynesiana circa gli effetti della spesa&#xD;
pubblica in deficit. Per gli economisti classici e per i primi autori neoclassici il&#xD;
debito pubblico costituiva sostanzialmente un fattore negativo, in quanto si&#xD;
riteneva che avrebbe sottratto risorse all’accumulazione di capitale. Per gli&#xD;
autori di impostazione keynesiana, quali quelli che alimentarono il filone della&#xD;
così detta Finanza Funzionale, la spesa pubblica in deficit costituiva invece uno&#xD;
strumento di politica economica, utilizzabile per obiettivi di reddito e&#xD;
occupazione.&#xD;
Nel secondo capitolo si analizzano gli argomenti portati dalla teoria&#xD;
neoclassica in risposta al contributo keynesiano. Si esaminano il fenomeno del&#xD;
crowding out e la neutralità del debito di Barro. Si mette in evidenza come&#xD;
l’effetto negativo, che alla spesa pubblica in deficit viene attribuito in questo&#xD;
contesto, sia necessariamente legato alla tendenza al pieno impiego delle&#xD;
risorse, affermata dalla teoria tradizionale.&#xD;
Nel terzo capitolo si delinea la struttura teorica dell’approccio della New&#xD;
Political Economy, la quale, pur conservando una struttura neoclassica,&#xD;
incorpora alcuni elementi di carattere socio-istituzionale. Successivamente si&#xD;
1 Si vedano i lavori di P. Garegnani e L. Pasinetti, che hanno ispirato successivi contributi.&#xD;
prende in esame uno specifico modello, proveniente da questo filone teorico,&#xD;
nel quale si analizza in particolare il debito pubblico. La New Political&#xD;
Economy conserva un giudizio negativo circa gli effetti del debito pubblico,&#xD;
differenziandosi, però, dall’approccio neoclassico tradizionale nel fare del&#xD;
ricorso al debito pubblico un risultato del comportamento razionale degli&#xD;
agenti.&#xD;
Nel quarto capitolo, invece, si applicano al debito pubblico le premesse&#xD;
teoriche indicate sopra, e si evidenzia attraverso un semplice modello come la&#xD;
spesa pubblica in deficit possa avere effetti positivi sul reddito, e con la&#xD;
corrispondente formazione di risparmio, e quindi di ricchezza privata,&#xD;
addizionali. Si afferma che il livello dei risparmi, non essendo dato al livello di&#xD;
pieno impiego delle risorse, si adegua ai nuovi livelli di debito pubblico.&#xD;
Nel quinto, ed ultimo capitolo, si analizza la questione della “sostenibilità” del&#xD;
debito pubblico, e cioè l’eventuale esistenza di un qualche limite all’espansione&#xD;
del debito, oltre il quale possa essere a rischio il finanziamento o il&#xD;
rifinanziamento dello stesso.&#xD;
La letteratura propone essenzialmente due nozioni di sostenibilità.&#xD;
La prima definisce la sostenibilità in termini di costanza del rapporto tra&#xD;
debito e prodotto. La seconda considera sostenibili situazioni in cui il valore&#xD;
attuale del flusso di tutti gli esborsi futuri del governo non ecceda il flusso&#xD;
degli incassi.&#xD;
Entrambe le nozioni di sostenibilità non sono però esenti da critiche, anche&#xD;
interne alle premesse sulle quali le nozioni stesse si fondano. Quindi non&#xD;
sembra essere possibile individuare un limite superiore alla dimensione del&#xD;
debito pubblico, altre il quale emerga un qualche problema di sostenibilità.&#xD;
Questa conclusione appare rafforzare la possibilità di utilizzare la spesa&#xD;
pubblica in deficit ai fini dell’espansione dei livelli di produzione, nell’ipotesi&#xD;
che quest’ultimi siano limitati dalla domanda aggregata.&lt;/Abstract&gt;</description>
    <dc:date>2007-12-31T23:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/610">
    <title>Modelli MS-GARCH e break strutturali: sviluppi teorici ed evidenze empiriche</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/610</link>
    <description>&lt;Title&gt;Modelli MS-GARCH e break strutturali: sviluppi teorici ed evidenze empiriche&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Caporilli Razza, Guido&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-30&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;L'osservazione e l'analisi delle serie storiche finanziarie in presenza di fenomeni&#xD;
di instabilità dei mercati evidenzia una volatililità che i modelli GARCH non&#xD;
riescono a cogliere. L'uso di modelli Markov Switching GARCH, come dimostrano i risultati dell'analisi delle serie storiche relative a diversi tassi di cambio riportati nella seconda parte di questa monografia, riesce a cogliere meglio le dinamiche della varianza nel tempo proprio per la presenza di almeno due regimi di volatilità. Assunzioni su densità condizionate differenti per i regimi di alta e bassa volatilità nei modelli M S − GARCH vengono fatte per tener conto di fenomeni tipici come fat tails e presenza di valori anomali nelle serie osservate. Infine la presenza di structural change nelle serie&#xD;
considerate è evidenziata dallo studio dei processi empirici di fluttuazione e l'evidenza empirica dimostra come i modelli M S − GARCH specificano i processi finanziari osservati meglio dei modelli GARCH soprattutto in presenza di break strutturali.&lt;/Abstract&gt;</description>
    <dc:date>2010-04-29T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/557">
    <title>Social capital and local development : an application of the social network analysis to the XI and XVI boroughs of Rome</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/557</link>
    <description>&lt;Title&gt;Social capital and local development : an application of the social network analysis to the XI and XVI boroughs of Rome&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Gnesi, Chiara&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-29&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;This work develops a network measure of social capital based on relationships between social actors of small communities and analyzes its potentiality in the assessment of social capital. The notion of social capital is tackled in terms of social relationships and networks between the actors; instead of concentration on the traditional measures of social capital as the associative density (Putnam, Leonardi, Nanetti and Pavoncello, 1983; Putnam, Leonardi and Nanetti, 1993; Putnam,1995) and the indices of trust obtained from general surveys (WVS by Inglehart, Basáñez, Díez-Medrazo, Halman and Luijkx 2004), this approach focuses on a meso level of analysis. The methodological contribution comes from the application of the social network analysis to the social capital assessment in the field of economics; through a questionnaire submitted to a sample of associations of the third sectors operating in two different boroughs of Rome, the social networks of the two communities has been drawn and analysed. In this way, a different conception and interpretation of social capital can arise from networks, giving new information about its stock and structure.&lt;/Abstract&gt;</description>
    <dc:date>2010-04-28T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/554">
    <title>The class of Least Orthogonal Distance Estimator of structural parameters for SEM</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/554</link>
    <description>&lt;Title&gt;The class of Least Orthogonal Distance Estimator of structural parameters for SEM&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Zurlo, Davide&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-30&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;The aim of this paper is to present the results obtained on the class of Least Orthogonal Distance Estimator - full and limited infomation - of structural parameters for SEM. The LODE method of estimation has been derived under the consideration that the over-identifying restriction are nothing else but linear relations between variables aﬀected by error (Naccarato and Pieraccini, 2008; Naccarato, 2007). The original form of LODE was based on characteristic roots and vectors, the simulation experiments conducted show that full information and limited information LODE works better than the other classical limited and full information estimators but in terms of variability the results wasn’t so&#xD;
good. In this work are presented some solution adopted to reduce the estimation&#xD;
variability, the ﬁrst solution was based on a computational procedure links to the&#xD;
minimization of the trace of structural errors’ matrix Variance-Covariance and&#xD;
this procedure together with the result of the simulation experiment are in the&#xD;
chapter 2. Then - always to improve the LODE performance in terms of mean square error - it was developed a new version of LODE based on Singular Value Decomposition (chapter 4 and 5) instead of Spectral Decomposition, this because an algorithm based on SVD is numerically more robust respect to algorithm based on SD, where robustness means the greatest algorithm’s probability to converge&#xD;
(Markovsky and Van Huﬀel, 2007). The results of the new simulation adopting the LODE based on SVD better perfomances than the classical estimators both in terms of bias and variability.&lt;/Abstract&gt;</description>
    <dc:date>2010-04-29T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/553">
    <title>Ipotesi di struttura affine per tassi Euribor</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/553</link>
    <description>&lt;Title&gt;Ipotesi di struttura affine per tassi Euribor&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Tarditi, Giulio&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-30&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;In questa tesi empirica vengono messi a confronto modelli di non arbitraggio descritti da un processo latente di OrnsteinUhlenbeck ed un sistema dinamico afﬁne. Si utilizzano i tassi interbancari Euribor per l’importanza che rivestono nei mercati ﬁnanziari, ma anche per agevolare la replicabilità della analisi data la loro reperibilità libera e gratuita. I modelli&#xD;
presentati appartengono alla classe di modelli detti a struttura a termine afﬁne (ATSM) resi popolari da Dufﬁe e Kan (1996), i cui gli stati vengono calcolati ricorsivamente attraverso l’utilizzo del ﬁltro di Kalman. Per agevolare la comprensione di questo strumento viene fornita una descrizione classica ed in termini bayesiani. Vengono quindi confrontati modelli in cui varia il numero di fattori latenti ed in cui viene posto un vincolo che rappresenta il contributo originale principale. Attraverso la manipolazione della tipologia di contributo che ciascun fattore può apportare, è possibile deﬁnire dei modelli in cui i residui sono minimi e depurati della&#xD;
componente sistematica residua visibile nei modelli classici.&#xD;
Le proprietà della struttura a termine sembrano quindi essere identiﬁcate con più precisione. Vengono proposti spunti per&#xD;
sviluppi futuri, in particolare nella speciﬁcazione del processo che guida lo stato latente, ma anche sul rilassamento delle caratteristiche di linearità e gaussianità del modello.&lt;/Abstract&gt;</description>
    <dc:date>2010-04-29T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/446">
    <title>Metodi per l'imputazione dei dati mancanti in dataset di variabili nominali</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/446</link>
    <description>&lt;Title&gt;Metodi per l'imputazione dei dati mancanti in dataset di variabili nominali&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Di Manno, Roberto&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-04-30&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2009-04-29T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/444">
    <title>Le verosimiglianze empiriche nel ricampionamento bayesiano: teoria e indirizzi applicativi</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/444</link>
    <description>&lt;Title&gt;Le verosimiglianze empiriche nel ricampionamento bayesiano: teoria e indirizzi applicativi&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Foschi, Flavio&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-04-30&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Il ricampionamento tramite processi di Dirichlet può essere esteso a situazioni più&#xD;
generali di quelle rappresentate dall'ipotizzare quale priori una legge sulle osservazioni: tramite verosimiglianze empiriche generalizzate è possibile definire distribuzioni base a partire da condizioni di ortogonalità. Tuttavia,  se i parametri che permettono di quantificare i vincoli sono realizzazioni di una legge di probabilità, il perseguimento congiunto di inferenze completamente oggettive e regolarizzazione del bootstrap di Rubin non sembra poter beneficiare della costruzione di processi di Dirichlet. Il superamento dei limiti connaturati al bootstrap bayesiano può essere ricercato nell'alveo dell'impostazione bayesiana detta completamente predittiva, sotto l'ipotesi di scambiabilità. Dopo aver discusso un'interpretazione del teorema&#xD;
di rappresentazione fondata sul metodo dei momenti,  viene affrontato il problema&#xD;
di usare in un contesto bayesiano formalmente parametrico le verosimiglianze empiriche generalizzate al fine di ottenere le distribuzioni predittive finali. Una volta&#xD;
approfondite le proprietà delle verosimiglianze di massima entropia e averne mostrato la coerenza con i risultati di Cifarelli e Regazzini,  si dimostra la consistenza in L-divergenza delle posteriori ricavate usando verosimiglianze minimizzanti le discrepanze di Cressie-Read e si indaga la legge asintotica di una trasformata della&#xD;
divergenza di Kullback-Leibler,  utilizzabile quale test delle ipotesi circa il numero di momenti da includere nei vincoli di ortogonalità. Il passaggio alla condizione di scambiabilità parziale permette di estendere la procedura di ricampionamento a dati multivariati e/o dipendenti in serie storica in modo da conservare i legami tra unità statistiche e tra variabili. Due applicazioni su dati economici consentono di valutare&#xD;
le possibilità offerte dalla procedura; la prima ripercorre l'analisi di cointegrazione&#xD;
svolta da Johansen e Juselius sulla domanda di moneta in Finlandia,  mentre la seconda indaga la possibilità di simulare,  in vista di possibili usi orientati alla tutela&#xD;
della riservatezza,  dati reddituali che esibiscono elevata asimmetria e curtosi.&lt;/Abstract&gt;</description>
    <dc:date>2009-04-29T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/418">
    <title>Three essays on the regulation of public utilities</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/418</link>
    <description>&lt;Title&gt;Three essays on the regulation of public utilities&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Di Cosmo, Valeria&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-05-04&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2009-05-03T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/417">
    <title>Uno schema knowledge-based per l'analisi dell'impresa e delle sue relazioni</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/417</link>
    <description>&lt;Title&gt;Uno schema knowledge-based per l'analisi dell'impresa e delle sue relazioni&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Sallusti, Federico&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-05-04&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2009-05-03T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/416">
    <title>The distributive effects of carbon taxation in Italy</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/416</link>
    <description>&lt;Title&gt;The distributive effects of carbon taxation in Italy&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Martini, Chiara&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-06-11&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2009-06-10T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/415">
    <title>The role of social capital in the adoption and the performance of conservation agriculture: the practice of Likoti in Lesotho</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/415</link>
    <description>&lt;Title&gt;The role of social capital in the adoption and the performance of conservation agriculture: the practice of Likoti in Lesotho&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Silici, Laura&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-06-11&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2009-06-10T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/414">
    <title>Knowledge flows innovation &amp; upgrading in the chilean agri-business</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/414</link>
    <description>&lt;Title&gt;Knowledge flows innovation &amp; upgrading in the chilean agri-business&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Gorgoni, Sara&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-06-11&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2009-06-10T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/410">
    <title>Valore e misura invariabile in Ricardo e Sraffa</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/410</link>
    <description>&lt;Title&gt;Valore e misura invariabile in Ricardo e Sraffa&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Finamore, Stefano&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-05-04&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2009-05-03T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/197">
    <title>Object-oriented bayesian networks for analysis of DNA mixtures</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/197</link>
    <description>&lt;Title&gt;Object-oriented bayesian networks for analysis of DNA mixtures&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Merigioli, Sara&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2008-05-05&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2008-05-04T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/144">
    <title>Capital theory debates : current relevance of the Cambridge controversies : a historical and analytical overview</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/144</link>
    <description>&lt;Title&gt;Capital theory debates : current relevance of the Cambridge controversies : a historical and analytical overview&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Lazzarini, Andrés Lucas Rodrigo&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2008&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2007-12-31T23:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/143">
    <title>Essays on dynamic stochastic general equilibrium models</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/143</link>
    <description>&lt;Title&gt;Essays on dynamic stochastic general equilibrium models&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Addessi, William&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2008&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2007-12-31T23:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2307/134">
    <title>On the relationship among education, development and food security through the capability approach</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/134</link>
    <description>&lt;Title&gt;On the relationship among education, development and food security through the capability approach&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Burchi, Francesco&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2008-04-22&lt;/Issue Date&gt;</description>
    <dc:date>2008-04-21T22:00:00Z</dc:date>
  </item>
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