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    <title>ArcAdiA</title>
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    <description>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</description>
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    <title>Gestione della sicurezza nelle comunicazioni radio di ultima generazione</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/469</link>
    <description>&lt;Title&gt;Gestione della sicurezza nelle comunicazioni radio di ultima generazione&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Blasi, Daniele&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-04-03&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;ABSTRACT&#xD;
Oggi le comunicazioni che avvengono su portante radio sono largamente diffuse. I punti critici di&#xD;
questo tipo di trasmissione sono molteplici. Inanzitutto,  dal momento in cui il segnale non è inviato&#xD;
su una portante fisica,  c'è la possibilità che qualcuno,  (spesso indicato in letteratura come man in&#xD;
the middle),  possa impadronirsi del suo contenuto informativo. Chiaramente l'intruso,  per avere&#xD;
accesso ai dati,  deve essere in grado di risalire tutta la pila procollare utilizzata. Il primo scoglio che&#xD;
l'attaccante deve superare è a livello fisico. In genere ci si affida a tecniche standard di cifratura.&#xD;
Nel presente lavoro,  sono proposti dei sistemi in cui i dati cifrati sono inviati su segnali che hanno&#xD;
delle proprietà tali da non poter essere demodulati con successo senza una conoscenza a priori di&#xD;
tali caratteristiche. Ad esempio possono essere sfruttati alcuni gradi di libertà della tecnica di&#xD;
modulazione impiegata come l'offset in fase della portante. Un altro aspetto importante è&#xD;
rappresentato dall'accesso alla risorsa condivisa,  ossia al canale,  che,  nei sistemi reali è limitata in&#xD;
banda. Questo punto è critico essenzialmente per due motivi: a) un attaccante,  una volta entrato in&#xD;
una rete privata,  potrebbe venire in possesso di dati personali o riservati; b) l'uso di una parte della&#xD;
risorsa da parte di un utente non autorizzato,  implica che la relativa porzione di banda non sia più&#xD;
disponibile per gli utenti autorizzati all'accesso,  e quindi riduce la portata effettiva del sistema. Ad&#xD;
esempio nei sistemi che prevedono un autenticatore,  o un punto di accesso,  è proprio quest'ultimo&#xD;
che deve controllare se le richieste di accesso possono essere accolte. Per raggiungere questo&#xD;
obiettivo,  dovrà verificare se il contenuto informativo e la pila protocollare utilizzata risultano&#xD;
idonei. Ovviamente l'autenticatore dovrà risalire la pila ISO-OSI a partire dal livello fisico fino ad&#xD;
arrivare a quello di applicazione per verificare se i dati (ad esempio una password) sono corretti.&#xD;
Affinché l'utente venga riconosciuto è,  in genere,  sufficiente che i dati siano impacchettati in modo&#xD;
tale che la posizione e la quantità di extra-informazione introdotta ad ogli livello sia quella corretta, &#xD;
e che il contenuto della parte dati del livello di rete,  di sessione e di applicazione sia quello&#xD;
desiderato. Nella presente tesi verrà mostrato come questo sistema di autenticazione può essere&#xD;
notevolmente migliorato introducendo dei controlli anche a livello MAC (Medium Access Control)&#xD;
e fisico. Ad esempio il centro di autenticazione potrebbe dover verificare se il protocollo di accesso&#xD;
al canale è stato usato correttamente,  se la matrice generatrice di un eventuale codice&#xD;
convoluzionale sistematico utilizzato è quella giusta,  e infine se il segnale fisico soddisfa tutte le&#xD;
proprietà del caso. Dal punto di vista dell'attaccante,  per eludere i meccanismi di sicurezza associati&#xD;
agli alti strati della pila ISO-OSI spesso ci si affida a software,  disponibili sul web,  in grado di&#xD;
ricercare in tempi relativamente brevi la soluzione. Di converso effettuare un reverse-engeegniring&#xD;
su codice convoluzionale o su un turbo codice non è un qualcosa alla portata di tutti sia da un punto&#xD;
di vista di know-how che di disponibilità di risorse di calcolo. Inoltre,  apparati come analizzatori di&#xD;
spettro ad alta frequenza (1-30Ghz) e i demodulatori di segnali hardware o software ad alte&#xD;
prestazioni possono essere molto costosi dal momento in cui impiegano tecnologie avanzate come&#xD;
le schede DSP (Discrete Signal Processor) e FPGA (Field Programmable Gate Array).&#xD;
In alcuni casi,  il canale radio può anche essere rumoroso e la tratta può essere soggetta al fenomeno&#xD;
dei cammini multipli,  quindi i segnali modulati numericamente in transito potrebbero essere affetti&#xD;
da errori e da interferenza intersimbolica. Di vitale importanza quindi l'uso di strategie di&#xD;
equalizzazione e di codifica di canale adeguate.&#xD;
Nella maggior parte dei casi il problema dell'autenticazione e della correzione degli errori introdotti&#xD;
dal canale di comunicazione sono trattati in modo separato,  il che comporta una notevole riduzione&#xD;
della capacità del sistema e quindi della banda effettiva. In questo lavoro è mostrato come sia&#xD;
possibile usare i codici a correzione dell'errore come dei veri e propri codici ad autenticazione, &#xD;
ossia la ridondanza dovuta all'algoritmo di FEC (Forward Error Correction) non serve solo a&#xD;
correggere,  ma può essere considerata come un hash dei dati. Se l'hash ricevuto coincide con quello&#xD;
memorizzato (tramite un canale sicuro,  ad esempio cablato,  o dedicato) durante una fase detta di&#xD;
registrazione,  l'utente è riconosciuto e quindi può accedere alle risorse di interesse.&#xD;
Nel capitolo 2 sono descritti i sistemi con autenticazione e tutela della privacy basati su un&#xD;
algoritmo di livello fisico incentrato sul phase-hopping. È anche descritta una variante&#xD;
dell'algoritmo che implica il coinvolgimento delle funzioni di hash. Un aspetto interessante di&#xD;
questa alternativa risiede nella possibilità di utilizzo l'hash come algoritmo di correzione&#xD;
dell'errore. L'incremento del guadagno di codifica è pagato però con un maggior costo&#xD;
computazionale e quindi conun ritardo di elaborazione del segnale più significativo. Viene mostrato&#xD;
comunque come a seconda della capacità di calcolo del sistema si può ridurre o aumentare la&#xD;
capacità correttiva e contestualmente il costo computazionale.&#xD;
Nel capitolo 3 sono descritti i Turbo Codici,  prestando particolare attenzione alla struttura&#xD;
matematica sia del codificatore che del decodificatore. Viene illustrata inoltre la moderna tecnica&#xD;
congiunta di decodifica ed equalizzazione iterativa nota come Turbo Equalizzazione,  ponendo&#xD;
l'attenzione agli aspetti in comune con i turbo codici e a come la stessa tecnica può rappresentare un&#xD;
valore aggiunto nell'ambito di un algoritmo di sicurezza di livello fisico.&#xD;
Nel capitolo 4,  che rappresenta il cuore della tesi,  viene fornita dapprima un'esaustiva trattazione&#xD;
matematica dei codici A-FEC ossia i codici di autenticazione. A tal proposito sono indagate&#xD;
formalmente le loro prestazioni in termini di probabilità di impersonificazione,  sostituzione e&#xD;
inganno. Il modello generale viene particolarizzato ai permuted-A-Turbo-Codes per i quali viene&#xD;
elaborata una tecnica matematica per calcolare,  sulla base di una procedura di Neyman-Pearson,  la&#xD;
soglia impiegata nello step di verifica del codice. Tale soglia è inoltre adattativi,  ossia dipendente&#xD;
dalle condizioni di rumorosità del canale. La forza di questo algoritmo risiede nella sua natura soft:&#xD;
l'utente è riconosciuto se il funzionale di verosimiglianza della parola di codice,  usata come se fosse&#xD;
un hash,  supera la soglia,  dove quest'ultima sarà tanto più alta quanto migliori saranno le condizioni&#xD;
del canale. Tutto lo schema di codifica pilotata dall'opportuno insieme di chiavi e decodifica&#xD;
guidata dallo stesso insieme è stato simulato utilizzando come livello fisico dei segnali OFDM&#xD;
(Orthogonal Frequency Division Multiplexing) con costellazioni QAM (Quadrature Amplitude&#xD;
Modulation) sulle sotto-portanti.&#xD;
L'algoritmo di sicurezza proposto nel capitolo 5 fa infine riferimento ad una tecnica di accesso al&#xD;
canale CSMA (Carrier Sense Multiple Access) in cui il protocollo p-persistent è sovrapposto ad una&#xD;
TDMA (Time Division Multiple Access) basata sul TH (Time Hopping).&lt;/Abstract&gt;</description>
    <dc:date>2009-04-02T22:00:00Z</dc:date>
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