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    <title>ArcAdiA</title>
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    <title>Filico di Corcira : testimonianze e frammenti : introduzione, testo critico, traduzione e commento</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/577</link>
    <description>&lt;Title&gt;Filico di Corcira : testimonianze e frammenti : introduzione, testo critico, traduzione e commento&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Provenzale, Federica&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-26&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Filico di Corcira è autore di età ellenistica attivo ad Alessandria nell’epoca di&#xD;
Tolemeo Filadelfo. Dalla raccolta e dall’analisi delle testimonianze antiche si rileva la sua&#xD;
fama come autore tragico appartenente alla famosa Pleiade tragica. Il poeta riveste anche&#xD;
un importante ruolo come sacerdote di Dioniso e come guida dell’associazione egiziana&#xD;
dei technitai di Dioniso, vale a dire gli artisti di teatro professionisti. Filico partecipa&#xD;
infatti, secondo quanto affermato dallo storico Callissino di Rodi (FGrHist 627 F 2 p.&#xD;
165, 27-30 e 169, 8-9), alla famosa processione organizzata dal Filadelfo ad Alessandria&#xD;
nella sua veste di sacerdote di Dioniso seguito dai technitai. Un epigramma anonimo che&#xD;
sembrerebbe composto per la morte del poeta (PHamb. 312 recto, col. II = 980 SH),&#xD;
secondo le più recenti interpretazioni, rifletterebbe un legame di Filico con l’ambito delle&#xD;
iniziazioni misteriche.&#xD;
Dell’attività di tragediografo non rimane nulla e rimane aperta una questione alquanto&#xD;
controversa relativa all’attribuzione a Filico di due drammi citati dalla Suda fra le opere&#xD;
di Filisco comico, il Temistocle e l’Adone, che alcuni studiosi ritengono essere di Filico di&#xD;
Corcira (l’oscillazione della forma del nome tra Filico e Filisco è una costante delle&#xD;
testimonianze antiche e genera una confusione con gli altri due autori contemporanei e&#xD;
attivi in ambito teatrale, Filisco comico e Filisco di Egina).&#xD;
Un fortunato ritrovamento papiraceo ha reso noto un inno anonimo alla dea Demetra&#xD;
in esametri coriambici e in lingua attica, seppure in uno stato alquanto frammentario (PSI&#xD;
1282), che è stato possibile attribuire a Filico sulla base della testimonianza del&#xD;
metricologo greco Efestione (Encheir. 9, 4 p. 30, 21 Consbruch) che cita due versi del&#xD;
poeta in esametro coriambico, in uno dei quali l’autore si rivolge alla triade divina&#xD;
Demetra-Persefone-Climeno/Ade (676 SH), che con molta probabilità è il verso di&#xD;
apertura dell’inno conservato su papiro. Filico tratta, con assoluta preminenza del&#xD;
racconto mitico, il famoso mito di Demetra privata della figlia Persefone rapita da Ade,&#xD;
seguendo fondamentalmente la versione omerica, ma lo fa anche con dei tratti innovativi&#xD;
come nell’episodio di Iambe dal colorito vivace e serio-comico e nell’accenno, solo&#xD;
ipotizzabile, ad una variante mitica poco attestata della katabasis di Demetra nell’Ade.&#xD;
Inoltre il poeta dimostra un notevole interesse per l’Attica e per i rituali dei Misteri&#xD;
Eleusini descritti in modo dettagliato, conformemente alla scelta di una facies linguistica&#xD;
attica. L’inno occupa dal punto di vista metrico e linguistico una posizione importante nel&#xD;
quadro delle sperimentazioni letterarie dell’epoca alessandrina. Un aspetto importante&#xD;
riguarda proprio la definizione del genere letterario, poiché l’inno di Filico è un unicum&#xD;
nella tradizione letteraria: esso è lontano dall’esametro e dalla lingua ionico-epica degli&#xD;
inni omerici, così come dai metri lirici e dal dorico degli inni lirico-corali. In tale senso il&#xD;
confronto con i contemporanei Inni callimachei è un presupposto fondamentale. Al&#xD;
riguardo non si può prescindere dal cambiamento culturale e letterario dell’epoca e,&#xD;
soprattutto, dal venire meno del legame tra testo innodico e occasione religiosa di&#xD;
performance. Il verso di Filico rivolto ai grammatici ( 677 SH) esemplifica il pubblico&#xD;
colto di riferimento, ma la cosciente elaborazione letteraria può accompagnarsi ad un vivo&#xD;
interesse religioso del poeta, che lo ha ispirato a cantare un mito famoso nella Grecia&#xD;
arcaico-classica e in quella ellenistica, legato ad un complesso cultuale, quello di&#xD;
Demetra, altrettanto importante e diffuso nell’Alessandria tolemaica, che trova nell’Eleusi&#xD;
attica un punto di riferimento essenziale. Soprattutto non si può trascurare un presupposto&#xD;
biografico importante che vede Filico legato al contesto culturale e religioso dell’epoca.&#xD;
Anche l’inno di Filico sembra testimoniare, dunque, come la produzione letteraria&#xD;
alessandrina, sicuramente dotta e ricercata, non sia totalmente svincolata dall’attualità&#xD;
storica e culturale.&lt;/Abstract&gt;</description>
    <dc:date>2010-04-25T22:00:00Z</dc:date>
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