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    <title>DSpace Collection:</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/27</link>
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    <pubDate>Sun, 19 May 2013 04:59:07 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-05-19T04:59:07Z</dc:date>
    <item>
      <title>"1968-1975: l'ultima stagione pasoliniana, corsara e luterana"</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/580</link>
      <description>&lt;Title&gt;"1968-1975: l'ultima stagione pasoliniana, corsara e luterana"&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Di Berardino, Andrea&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-03-19&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;La ricerca ha scelto il 1968 come terminus a quo perché l’anno della&#xD;
contestazione giovanile coincide con il momento in cui Pasolini comincia ad&#xD;
allontanarsi dalla letteratura tradizionalmente intesa ed inizia a concepire una nuova&#xD;
idea del “fare” letterario. A partire da questa data, infatti, la scrittura pasoliniana, già&#xD;
dagli esordi naturaliter propensa a correre di pari passo con la più stringente attualità&#xD;
ed a confrontarsi con argomenti di carattere politico e sociale, tende a mutarsi in una&#xD;
forma di intervento costante e a tutto campo sui temi in primo piano nella società&#xD;
degli anni Sessanta-Settanta. Di qui la predilezione per la prosa giornalistica, sovente&#xD;
trasformata in strumento di polemica e di provocazione, che diventa il genere più&#xD;
praticato dall’autore negli ultimi otto anni di vita.&#xD;
La tesi è articolata in 7 capitoli (più un’introduzione), ciascuno specificamente&#xD;
dedicato – in base ad una prospettiva d’indagine che si potrebbe quasi definire&#xD;
“annalistica” – ad un anno (ad eccezione del IV capitolo, che tratta il biennio 1971 1972). La scelta è motivata dal fatto che, in questo modo, è stato possibile&#xD;
contestualizzare meglio gli articoli pasoliniani, i quali sono stati esaminati secondo&#xD;
l’ordine di comparsa nei rispettivi giornali e periodici, e non in base al momento della&#xD;
loro collocazione nelle opere in cui a tuttoggi sono raccolti (vale a dire gli Scritti&#xD;
corsari e le Lettere luterane, alle quali vanno aggiunte le sillogi postume – e non&#xD;
d’autore – dedicate alla rubrica Il caos). Il nucleo della ricerca è rappresentato dai&#xD;
testi di Pasolini, che sono stati analizzati in maniera ravvicinata e dettagliata,&#xD;
soprattutto nell’intento di metterne in risalto gli aspetti linguistico -stilistici.&#xD;
Riferimenti sono stati fatti anche alla produzione poetica e cinematografica dello&#xD;
scrittore-regista, anche perché in varie circostanze in quegli anni l’autore lavorò in&#xD;
contemporanea su più di un tavolo. In certi capitoli, sono state citate anche alcune&#xD;
lettere tratte dall’epistolario curato da Naldini; occasionalmente, sono state prese in&#xD;
considerazione anche delle interviste (ma solo quelle – per così dire – “cartacee”).&#xD;
Ovviamente, si è dato opportuno spazio anche alle reazioni ed alle discussioni&#xD;
suscitate dagli scritti pasoliniani nella coeva repubblica delle lettere.&#xD;
Per quanto riguarda i contenuti dei singoli capitoli, si dà di seguito un breve&#xD;
riassunto.&#xD;
L’introduzione riflette sul significato che assume il periodo 1968-1975 nel&#xD;
complesso della carriera letteraria pasoliniana. In queste pagine, si anticipano alcune&#xD;
delle conclusioni alle quali la ricerca giunge e si cerca anche di contestualizzare, nel&#xD;
panorama della storia letteraria italiana, la produzione del Pasolini pubblicista corsaro&#xD;
e luterano.&#xD;
Il I capitolo (sul 1968) muove da un doppio confronto con gli studenti:&#xD;
innanzitutto quelli della scuola di Barbiana, in secondo luogo gli universitari&#xD;
protagonisti degli scontri con le forze dell’ordine a Valle Giulia. Ma il 1968 è anche&#xD;
il tempo della discussa partecipazione allo “Strega” ed al festival del cinema di&#xD;
Venezia con le due versioni di Teorema. Inoltre, inizia la collaborazione al&#xD;
settimanale “Tempo”, con la rubrica intitolata Il caos.&#xD;
Il II capitolo (sul 1969) è occupato per intero dall’esame degli articoli del&#xD;
Caos, che in quell’annata fece registrare il numero di testi quantitativamente più&#xD;
significativo. La rubrica su “Tempo” prende infatti in considerazione temi disparati&#xD;
quali ad esempio l’allunaggio, la distruzione del vecchio paesaggio urbano in Italia ed&#xD;
all’estero, un bilancio della contestazione a dodici mesi di distanza.&#xD;
Il III capitolo (sul 1970) tratta innanzitutto la brusca interruzione del Caos – la&#xD;
rubrica si concluse nei primi mesi dell’anno, subito dopo i tragici fatti dell’“autunno&#xD;
caldo” – e successivamente esamina il gruppetto degli articoli, usciti sul “Giorno”,&#xD;
nei quali si trovano dei piccoli reportages dei viaggi compiuti in Africa. Infine, il&#xD;
capitolo si sofferma sulle ragioni ideologiche della scelta di ambientare a Napoli le&#xD;
principali sequenze del Decameron, il film che inaugura la Trilogia della vita.&#xD;
Il IV capitolo (sul 1971-1972) parla del ritorno di fiamma per la poesia,&#xD;
concomitante con l’uscita in libreria di Trasumanar e organizzar, per l’azione&#xD;
rivoluzionaria (testimoniato anche dall’avvicinamento al gruppo extra-parlamentare&#xD;
di Lotta continua) e per il romanzo (come dimostra la stesura dei primi appunti di&#xD;
Petrolio).&#xD;
Il V capitolo (sul 1973) inizia ad esaminare la collaborazione al “Corriere della&#xD;
Sera”, che costituirà poi il punto di partenza per gli Scritti corsari. Tutti gli articoli&#xD;
dell’annata sono qui analizzati e vengono rievocate, per sommi capi, anche le&#xD;
discussioni che essi suscitarono nell’establishment culturale dell’epoca.&#xD;
Il VI capitolo (sul 1974) continua nell’esame dettagliato degli articoli poi&#xD;
confluiti nella silloge corsara.&#xD;
L’ultimo capitolo, l’VII (sul 1975), conclude l’analisi dei testi contenuti negli&#xD;
Scritti corsari e tratta, sempre tramite una lettura diretta, anche gli scritti inseriti nelle&#xD;
Lettere luterane.&#xD;
Conclude la tesi un ampio repertorio bibliografico, relativo agli anni 1967-2009 e suddiviso in quattro sezioni: le interviste concesse dallo scrittore-regista, gli&#xD;
scritti critici sul Pasolini saggista corsaro e luterano, le miscellanee dedicate&#xD;
all’autore, le biografie e le testimonianze biografiche.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 18 Mar 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/580</guid>
      <dc:date>2010-03-18T23:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Il sogno raccontato nella narrativa di Alberto Savinio</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/573</link>
      <description>&lt;Title&gt;Il sogno raccontato nella narrativa di Alberto Savinio&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Ficara, Michela&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-03-19&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;La ricerca, intitolata Il sogno raccontato nella narrativa di Alberto&#xD;
Savinio, ha per oggetto uno studio sulla presenza della narrazione del&#xD;
sogno nell’ambito della narrativa saviniana.&#xD;
Prendendo le mosse da una poetica dello sguardo onirico, posta come&#xD;
introduzione e linea guida dell’intera analisi, la dottoranda Michela&#xD;
Ficara collega l’autore, nell’ambito di una tradizione di pensiero&#xD;
testimoniata dalla filosofia di Arthur Schopenhauer, ad una visione&#xD;
fenomenologica della realtà, aperta all’imprevisto dell’esperienza. Una&#xD;
visione che, non per nulla, può rapportarsi alle vicende dello sguardo,&#xD;
uno sguardo emblematico e simbolico, filo rosso e chiave di lettura di&#xD;
questa ricerca.&#xD;
Il percorso analizza le opere narrative di Savinio che maggiormente&#xD;
rappresentano il percorso delineato, partendo dalle prime opere&#xD;
giovanili, fino alle opere della maturità.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 18 Mar 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/573</guid>
      <dc:date>2010-03-18T23:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Aspetti della sintassi e della testualita' della storiografia toscana cinquecentesca</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/566</link>
      <description>&lt;Title&gt;Aspetti della sintassi e della testualita' della storiografia toscana cinquecentesca&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Ferranti, Luana&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-03-19&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Con questo lavoro si intende contribuire alla conoscenza delle caratteristiche&#xD;
sintattiche e testuali della storiografia toscana del Cinquecento, ciò muovendo dalla&#xD;
convinzione che l’interesse verso la storiografia cinquecentesca non può e non deve&#xD;
esaurirsi nella descrizione formale e contenutistica delle opere. Tali opere sono infatti utili&#xD;
per la ricostruzione dei vicendevoli fatti che hanno concorso a forgiare la storia della nostra&#xD;
patria, tuttavia sono fondamentali anche per la ricostruzione della lingua e dello stile di un&#xD;
genere letterario e, inoltre, costituiscono una preziosa fonte per indagini su un particolare&#xD;
tipo di organizzazione testuale che, pur non esaurendosi del tutto nella fenomenologia&#xD;
dello scritto, ne condivide gli aspetti costitutivi.&#xD;
Il presente studio si muoverà pertanto in una duplice direzione: nella prima&#xD;
parte, dedicata alla ricostruzione storico-linguistica, l’indagine si estenderà per sommi capi&#xD;
alla storiografia toscana dei secoli Trecento, Quattrocento e Cinquecento; nella seconda,&#xD;
costituita dall’analisi di fenomeni relativi alla sintassi ed alla testualità, l’obiettivo sarà&#xD;
concentrato sulla storiografia matura del Machiavelli e del Guicciardini. Gli esiti della&#xD;
produzione storiografica e, soprattutto, cancelleresca, precedente le Istorie fiorentine, le&#xD;
Storie fiorentine dal 1378 al 1509 e la Storia d’Italia serviranno comunque in parte come&#xD;
parametro di riferimento per misurare la diffusione di un determinato costrutto nella lingua&#xD;
storiografica toscana del secolo XVI.&#xD;
&#xD;
Il secondo livello di analisi qui proposto, l’analisi sintattica e testuale delle Istorie&#xD;
fiorentine, delle Storie fiorentine dal 1378 al 1509 e della Storia d’Italia1, tenta di&#xD;
individuare alcune caratteristiche proprie della sintassi della scrittura storiografica&#xD;
cinquecentesca in relazione alla configurazione pragmatica del testo specifico ed alla&#xD;
padronanza del codice scritto da parte dello scrivente.&#xD;
L’ultima sezione del presente elaborato, infine, è dedicata ad un attento confronto&#xD;
tra le tre opere esaminate, ripercorrendo e verificando, per ogni elemento analizzato, le&#xD;
caratteristiche presentate dall’uno o dall’altro autore.&#xD;
L’analisi sintattica e testuale delle Istorie fiorentine, delle Storie fiorentine dal 1378 al 1509 e della&#xD;
Storia d’Italia è stata svolta facendo riferimento alle edizioni proposte dalla Letteratura Italiana&#xD;
Zanichelli 4.0 e, per semplificare la lettura del presente elaborato, ci si riferirà ai tre testi in esame&#xD;
mediante delle sigle: i brani tratti dall’edizione critica delle Istorie fiorentine del Machiavelli, redatta&#xD;
da Carli nel 1927 e ripresa dall’edizione del 1971 curata da Martelli per la casa editrice Sansoni,&#xD;
saranno citati con la sigla (M. – Lib. 0, Cap. 0); i brani tratti dalle Storie fiorentine dal 1378 al 1509&#xD;
del Guicciardini sono quelli dell’edizione curata da Montevecchi nel 1998 per la Rizzoli e saranno&#xD;
indicati con la dicitura (G., S.F. – Cap. 0.0); infine, le porzioni di testo della Storia d’Italia del&#xD;
Guicciardini utili al presente esame sono tratte dall’edizione approntata da Seidel Menchi nel 1971&#xD;
per l’Einaudi e saranno segnalate con l’abbreviazione (G., S.I. – Lib. 0, Cap. 0). Per un breve&#xD;
affresco sulla storia filologica dei tre testi vedi il capitolo I del presente lavoro.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 18 Mar 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/566</guid>
      <dc:date>2010-03-18T23:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Gozzano tra D'Annunzio e Pascoli</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/564</link>
      <description>&lt;Title&gt;Gozzano tra D'Annunzio e Pascoli&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Cali', Sara&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-03-19&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;La mia indagine si è svolta a partire da un confronto sistematico tra i versi di Guido&#xD;
Gozzano e tutte le opere in prosa e in poesia di Giovanni Pascoli e di Gabriele d’Annunzio1. Le&#xD;
ipotesi sono state formulate tenendo conto delle sottolineature che Gozzano ha tracciato nei libri di&#xD;
sua proprietà, conservati presso il Centro di studi di letteratura italiana in Piemonte Guido&#xD;
Gozzano-Cesare Pavese (Università degli studi di Torino), utili a confermare la presenza di&#xD;
riprese intertestuali e via d’accesso privilegiata al mondo interiore del poeta. Inoltre ho tenuto conto&#xD;
anche degli abbozzi che si leggono nell’edizione critica curata da A. Rocca e di tutte le ipotesi&#xD;
relative a Pascoli e d’Annunzio reperite nei commenti e nella bibliografia.&#xD;
Sono riportate di seguito anche tutte le citazioni che riguardano altre fonti che potrebbero&#xD;
interferire con l’attribuzione a Pascoli o a d’Annunzio, premurandomi, dove possibile di riscontrarle&#xD;
nel Quaderno dantesco, in quello Petrarchesco e nell’Albo dell’officina. Compreso l’epistolario che&#xD;
nel caso della Signorina Felicita contribuisce a smentire eventuali attribuzioni a Pascoli o a&#xD;
d’Annunzio. Emblematico anche il caso della Signorina Felicita e dell’Amica di nonna Speranza&#xD;
per le quali era stato fatto il nome della Contessa di Amalfi, ma studiando l’influsso di Un cœur&#xD;
simple di Gustave Flaubert sull’opera in versi di Guido Gozzano, mi sono accorta che il piccolo&#xD;
racconto francese era uno degli archetipi della Signorina Felicita. Il criterio di scelta è legato al&#xD;
senso dell’intertestualità che interviene in Gozzano nella manifattura poetica, d’accordo nel ritenere&#xD;
che la citazione sia un atto cosciente del letteratissimo poeta che amava la parola e si compiaceva di&#xD;
un gioco raffinato affidato al riconoscimento da parte del lettore, una strizzata d’occhio che&#xD;
perderebbe di valore se affidata ad una semplice ripresa testuale, arida e sterile.&#xD;
La tesi è composta da una Introduzione che prelude all’analisi di tutte le poesie coinvolte in&#xD;
rimandi intertestuali, divise in sette gruppi, secondo le raccolte di appartenenza: La via del rifugio, I&#xD;
colloqui, le Poesie sparse, I versi manoscritti, Versi di incerta attribuzione, Altre poesie tramandate&#xD;
e Le farfalle. In un’Appendice rendo conto delle sottolineature confluite nelle abbozzo delle&#xD;
Farfalle dal volume pascoliano dei Poemi conviviali appartenuto a Gozzano.&#xD;
&#xD;
Mi riferisco, ovviamente, a tutte le opere pubblicate prima del 9 agosto 1916, anno della morte di Gozzano.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 18 Mar 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/564</guid>
      <dc:date>2010-03-18T23:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Stefano Landi Pirandello : la vita,  le opere e la difficile eredità</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/459</link>
      <description>&lt;Title&gt;Stefano Landi Pirandello : la vita,  le opere e la difficile eredità&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Cipriani, Arianna&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-03-30&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;La tesi di dottorato Stefano Landi Pirandello,  la vita,  le opere e la difficile eredità, &#xD;
della dottoressa Arianna Cipriani,  è concepita come una monografia che propone&#xD;
una ampia e documentata lettura complessiva dell'opera drammatica dello scrittore.&#xD;
La figura di Landi Pirandello è trattata in relazione al rapporto di amore e sudditanza&#xD;
col padre Luigi,  all'interno del difficile e angoscioso quadro familiare di cui si riporta&#xD;
una immagine profonda e autentica grazie agli elementi forniti dai carteggi e dagli&#xD;
epistolari.&#xD;
Ciò fornisce motivi nuovi di riflessione anche riguardo alla personalità del premio&#xD;
Nobel siciliano (di cui si delinea un volto provato quasi sconosciuto).&#xD;
Si evidenzia il paragrafo dedicato all'uso della pseudonimia da parte degli scrittori&#xD;
(trai quali naturalmente Stefano Landi Pirandello); l'argomento è trattato con&#xD;
spiccata sensibilità anche grazie a intuizioni che colgono sapientemente le&#xD;
motivazioni esistenziali celate dietro il mutamento del proprio nome.&#xD;
Parte della monografia (in appendice) è dedicata alla trattazione di un manipolo di&#xD;
poesie inedite di Landi Pirandello.&#xD;
L'analisi delle liriche,  insieme allo studio del corpus dei drammi,  confermano la&#xD;
centralità del tema auto-biografico nella produzione dell'autore.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Sun, 29 Mar 2009 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/459</guid>
      <dc:date>2009-03-29T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Le proposizioni relative con antecedente in italiano antico = Les propositions relatives avec antécédent en ancien italien</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/196</link>
      <description>&lt;Title&gt;Le proposizioni relative con antecedente in italiano antico = Les propositions relatives avec antécédent en ancien italien&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;De Roberto, Elisa&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2008-03-31&lt;/Issue Date&gt;</description>
      <pubDate>Sun, 30 Mar 2008 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/196</guid>
      <dc:date>2008-03-30T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Il discorso indiretto libero nella narrativa italiana da Manzoni a Pirandello</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/112</link>
      <description>&lt;Title&gt;Il discorso indiretto libero nella narrativa italiana da Manzoni a Pirandello&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Cimaglia, Riccardo&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2008-04-14&lt;/Issue Date&gt;</description>
      <pubDate>Sun, 13 Apr 2008 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/112</guid>
      <dc:date>2008-04-13T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
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