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    <title>DSpace Collection:</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2307/95</link>
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    <pubDate>Mon, 20 May 2013 14:33:26 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-05-20T14:33:26Z</dc:date>
    <item>
      <title>Apprendere ad apprendere e capacità di comprensione della lettura : il caso degli studenti adulti della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/676</link>
      <description>&lt;Title&gt;Apprendere ad apprendere e capacità di comprensione della lettura : il caso degli studenti adulti della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Angelini, Cinzia&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-09&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;La ricerca presentata in questo lavoro ha per oggetto lo studio della relazione tra &#xD;
le capacità di secondo livello e la comprensione della lettura in un gruppo di studenti &#xD;
adulti iscritti a diversi corsi di laurea della facoltà di Scienze della Formazione &#xD;
dell’Università Roma Tre. &#xD;
Gli adulti, infatti, sono sempre più spesso protagonisti di scelte formative e &#xD;
professionali dovute al venir meno dei percorsi di linearità che un tempo &#xD;
caratterizzavano l’esistenza: il ciclo vitale contrassegnato da “tappe obbligate e &#xD;
definitive”, quali gli studi formali e l’ingresso nel mondo del lavoro, è sovente sostituito &#xD;
da fuoriuscite e rientri nei percorsi educativi e nel mercato del lavoro. &#xD;
Con l’introduzione nei documenti europei e nella letteratura internazionale del &#xD;
concetto di lifelong learning, si introduce anche la distinzione tra apprendimento formale, non formale ed informale insieme all’invito, da parte dell’Unione europea, a progettare &#xD;
percorsi di istruzione finalizzati non solo all’acquisizione di conoscenze, ma anche di &#xD;
saperi pratici e comportamentali declinati e descritti in termini di obiettivi &#xD;
dell’apprendimento e valutati in crediti.  &#xD;
Oggi si assiste perciò al rientro nei percorsi universitari di studenti appartenenti a &#xD;
fasce d’età diverse da quella canonica, fenomeno improvviso dal quale è nata l’esigenza &#xD;
di dover gestire questa nuova categoria di utenza che presenta caratteristiche differenti &#xD;
rispetto a quelle degli studenti universitari in età canonica.  &#xD;
Gli adulti, infatti, (ri)entrano all’università con un bagaglio di vita e di esperienze &#xD;
che influenza in modo determinante il rapporto con l’apprendimento nonché le modalità &#xD;
con le quali si affronta lo studio. &#xD;
Gli studenti universitari adulti (i cosiddetti lavoratori‐studenti) e la loro capacità &#xD;
di comprensione della lettura in rapporto al possesso di capacità di secondo livello e in &#xD;
funzione dello sviluppo di tali capacità sono quindi il fulcro del presente lavoro e hanno &#xD;
costituito il punto di riferimento per la costruzione delle domande e conseguenti ipotesi &#xD;
di ricerca, le quali presuppongono una forte dipendenza tra i processi gestiti attraverso il &#xD;
ricorso ad abilità di secondo livello e la comprensione della lettura e una maggiore &#xD;
consapevolezza di tali processi nei lettori migliori. &#xD;
La metodologia di ricerca sviluppata per trovare una conferma alle ipotesi &#xD;
formulate è una metodologia qualitativa che si colloca all’interno del paradigma teorico &#xD;
della ricerca azione in quanto utilizzabile in tutti quei contesti in cui un “a problem &#xD;
involving people, tasks and procedures cries out for solution. […] Action research can be &#xD;
used in a variety of areas, for example: teaching methods […], learning strategies […], &#xD;
evaluative procedures […], management and control […]” (Cohen et al., 2004, p. 226). &#xD;
Si è quindi proceduto ad impostare le attività di ricerca in tre fasi:   &#xD;
nella prima fase, i partecipanti hanno svolto delle prove per la comprensione &#xD;
della lettura; &#xD;
nella seconda fase, attraverso delle interviste semistrutturate, è stato chiesto ai &#xD;
partecipanti di ripercorrere le prove di comprensione della lettura svolte nella &#xD;
fase precedente e di ricostruire, ispirandosi alla tecnica del thinking aloud, i &#xD;
processi cognitivi applicati per leggere i brani e fornire le risposte; &#xD;
nella terza fase, i partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi di livello (un &#xD;
gruppo composto dai lettori migliori, uno dai lettori normali, uno dai lettori &#xD;
deboli) e invitati a svolgere nuove prove di comprensione della lettura (simili &#xD;
per tipologia e natura del compito a quelle della prima fase) e a fornire &#xD;
risposte condivise.      &#xD;
Il lavoro di ricerca è presentato in sei capitoli, quattro dedicati alla ricostruzione &#xD;
del quadro teorico e due alla presentazione della ricerca.   &#xD;
Nel primo capitolo si ripercorre lo sviluppo degli orientamenti europei &#xD;
sull’apprendimento permanente attraverso l’analisi dei documenti più significativi. &#xD;
Emergono i concetti di istruzione e formazione permanente prima e apprendimento &#xD;
permanente/lifelong learning poi, dell’apprendere ad apprendere e della necessità di &#xD;
favorire lo sviluppo della capacità di comprensione della lettura a tutte le età.  &#xD;
Si fa altresì riferimento all’introduzione del neologismo lifewide learning per &#xD;
sottolineare la dimensione spaziale dell’apprendimento: non solo per tutto l’arco della &#xD;
vita (lifelong), ma anche in tutti i contesti di vita (lifewide); non solo apprendimento &#xD;
formale, ma anche non formale ed informale.  &#xD;
Dal quadro europeo si passa ad esaminare quello nazionale, in cui si prendono in &#xD;
considerazione le diverse disposizioni con le quali, dal 1996 ad oggi, l’Italia ha recepito le &#xD;
raccomandazioni e indicazioni europee relative all’apprendimento permanente e &#xD;
all’educazione degli adulti.  &#xD;
Nel secondo capitolo si propone una ricostruzione degli approcci teorici al concetto &#xD;
di adulto e delle relative definizioni, seguita da una ricognizione delle principali teorie &#xD;
dell’apprendimento in età adulta, che si riconduce a tre tipologie, secondo la distinzione &#xD;
operata da Merriam e Caffarella (1991): le teorie basate sulle caratteristiche degli adulti &#xD;
in quanto studenti; le teorie basate sulle situazioni di vita degli individui in età adulta; le &#xD;
teorie basate sull’apprendimento come acquisizione di consapevolezza di sé. Prendendo &#xD;
come riferimento tale tripartizione, sono stati esaminati alcuni degli studiosi più &#xD;
rappresentativi all’interno di ciascun gruppo. &#xD;
Il terzo capitolo si presenta come un percorso “in salita”, nel senso che si procede &#xD;
dal primo livello, quello delle competenze, al secondo livello, quello delle &#xD;
metacompetenze. Si parte, perciò, con una rapida presentazione degli approcci &#xD;
disciplinari alla competenza per poi introdurre il ragionamento sulle abilità di secondo &#xD;
livello (metacompetenza, autodirezione nell’apprendimento, autoregolazione e  teoria &#xD;
dell’autoefficacia, metacognizione e processi metacognitivi,  competenza strategica) per &#xD;
ritornare all’apprendere ad apprendere definito termine‐ombrello al cui interno trovano &#xD;
posto tutte le abilità che si collocano a livello meta. &#xD;
Nel quarto capitolo si descrive l’attività di lettura come una vera e propria attività &#xD;
di problem solving in cui il lettore indaga il testo utilizzando gli indizi in esso contenuti, &#xD;
ricorre alle proprie conoscenze pregresse e attiva delle strategie cognitive che lo &#xD;
conducono a formulare ipotesi sul significato del testo che sta leggendo e a verificarle &#xD;
alla luce del testo stesso. Si presentano quindi alcune ricerche svolte su allievi di età &#xD;
diverse finalizzati ad evidenziare il rapporto tra la comprensione della lettura e le abilità &#xD;
di secondo livello, raggruppate  mutuando la terminologia adottata nell’ambito della &#xD;
psicologia cognitiva  sotto la denominazione di metacognizione, e distinte in conoscenze &#xD;
metacognitive e processi metacognitivi di controllo. Il capitolo si conclude con una &#xD;
rapida descrizione delle principali caratteristiche delle indagini internazionali sulla &#xD;
comprensione della lettura promosse dall’Ocse e dall’Iea. Termina a questo punto la ricostruzione del quadro teorico e si procede con la &#xD;
presentazione del disegno della ricerca e con l’analisi e interpretazione dei risultati. &#xD;
Nel quinto capitolo, dopo l’analisi del contesto, si impostano le ipotesi di ricerca e &#xD;
si presenta la metodologia qualitativa adottata.  &#xD;
Nel sesto e ultimo capitolo sono illustrati e commentati i risultati delle prove di &#xD;
comprensione della lettura, delle interviste e dei lavori di gruppo, mettendo in risalto &#xD;
per ciascuna fase dell’indagine i nodi emersi come cruciali rispetto alle finalità della &#xD;
ricerca. Si evidenziano in particolare le caratteristiche dei lettori eccellenti e dei lettori &#xD;
deboli alla luce delle differenze rilevate soprattutto nel corso delle interviste in relazione &#xD;
all’uso di diverse capacità. Le conclusioni sono dedicate ad una lettura dei risultati in termini di prospettive &#xD;
educative per gli adulti che (ri)entrano all’università in funzione dello sviluppo di &#xD;
capacità di comprensione della lettura nell’ottica dell’apprendere ad apprendere e del &#xD;
lifelong learning.   &lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 08 Apr 2010 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/676</guid>
      <dc:date>2010-04-08T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Videogiochiamo dunque impariamo? : un modello per l'analisi educativa dei videogiochi</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/630</link>
      <description>&lt;Title&gt;Videogiochiamo dunque impariamo? : un modello per l'analisi educativa dei videogiochi&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Lopez Campino, Maria Ximena&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-09&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Sebbene l’importanza delle attività ludiche per l’apprendimento sia ormai generalmente&#xD;
riconosciuta in ambito psicologico e pedagogico, le potenzialità di apprendimento di cui i videogiochi sono portatori rimangono ancora indefinite e inesplorate, sia nell’ambito del del dibattito generale sia nella riflessione accademica. Numerose ricerche e sviluppi teorici hanno cercato di comprendere i meccanismi di apprendimento incorporati nei giochi digitali, ma sono&#xD;
pochi gli studi finalizzati a identificare e analizzare concretamente i fattori di gioco che incidono sull’apprendimento dei giocatori.&#xD;
L’obiettivo della presente ricerca di dottorato è l’elaborazione di un framework per l’analisi del potenziale educativo dei videogiochi. Fulcro della nostra proposta è il concetto di coinvolgimento dei giocatori. In un gioco, un giocatore impara ciò che deve se è coinvolto sia cognitivamente che&#xD;
affettivamente nell’ambiente, storia e attività proposte dal sistema-gioco. Le opportunità di apprendimento offerte al giocatore derivano dunque da come la progettazione del gioco riesca a&#xD;
coinvolgere il giocatore sia sul piano cognitivo sia affettivo.&#xD;
Al fine di cogliere gli elementi che più sembrerebbero incidere sul coinvolgimento del giocatore, il framework fa ricorso a concetti provenienti da due diversi campi di indagine. Da un canto gli studi sul game design relativi a motivazione e soddisfazione dei videogiocatori, fondamentali per cogliere i meccanismi attraverso cui i videogiochi commerciali, programmaticamente sprovvisti di fini educativi, generano e sostengono il coinvolgimento degli utenti. D’altro canto, le teorie e ricerche del campo educativo, e in particolare sugli ambienti di apprendimento, che forniscono concetti cruciali sulle caratteristiche di un contesto che incidono sul coinvolgimento attivo di un discente in processi di apprendimento.&#xD;
A partire dalla letteratura studiata, abbiamo identificato gli elementi considerati fondamentali per il coinvolgimento cognitivo e affettivo del giocatore, e li abbiamo utilizzati per costruire il framework per l’analisi del potenziale educativo dei videogiochi. Il framework è costituito da: un modello descrittivo, che include la definizione delle variabili che determinano il coinvolgimento del giocatore e che possono essere espresse in funzione di concreti fattori di gioco; e da una metodologia che definisce una procedura per realizzare l’analisi educativa dei videogiochi.&#xD;
Per valutare l’applicabilità del framework proposto, abbiamo effettuato un’analisi di tre videogiochi: La Casa de Dora, Lego Star Wars II e ¡Alto a los desatres!. In un secondo momento, e con l’obiettivo di verificare la concordanza tra i risultati ottenuti dall’analisi del coinvolgimento dei videogiochi con l’esperienza dei giocatori, abbiamo condotto un’indagine empirica con tre gruppi di giocatori, di diverse età e nazionalità, che hanno partecipato alla&#xD;
ricerca prendendo parte a sessioni di gioco con i videogiochi analizzati in precedenza. Abbiamo ipotizzato che, assumendo la correttezza del modello proposto per l’analisi dei videogiochi, la presenza delle caratteristiche di gioco associate al coinvolgimento del giocatore avrebbe dovuto&#xD;
essere collegata a una sua esperienza positiva, e, conseguentemente, anche a un’esperienza di apprendimento più significativa.&#xD;
In generale, abbiamo rilevato che l’esperienza dei giocatori, in termini di qualità del divertimento riscontrato, del livello di difficoltà, e della percezione della quantità e tipo di sforzo da realizzare, è consistente con il potenziale di coinvolgimento affettivo e cognitivo rilevato dall’analisi dei tre videogiochi. Pur esistendo alcuni dati sull’esperienza dei giocatori che non concordano&#xD;
completamente con l’analisi condotta, le discrepanze sono disprezzabili, o imputabili a fattori non direttamente correlati all’esperienza ludica (e.g. preferenze riguardo a altre forme di intrattenimento, come ad esempio cartoni animati). Crediamo, quindi, che in tutti i casi analizzati&#xD;
il framework per l’analisi educativa dei videogiochi si sia rivelato uno strumento utile per sondare il potenziale educativo dei videogiochi.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 08 Apr 2010 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/630</guid>
      <dc:date>2010-04-08T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Equità e competizione nell'educazione scolastica</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/628</link>
      <description>&lt;Title&gt;Equità e competizione nell'educazione scolastica&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Mirti, Paola&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-09&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Il dibattito internazionale ha registrato, negli ultimi anni, un graduale slittamento dall’attenzione&#xD;
verso l’uguaglianza delle opportunità educative alla considerazione del concetto di uguaglianza&#xD;
declinato nei termini più estesi dell’equità. Un sistema scolastico equo non si definisce tale solo se&#xD;
distribuisce equamente l’istruzione, ma anche se contribuisce a rendere la società più giusta.&#xD;
I cambiamenti educativi non possono che essere considerati in relazione a quelli sociali e, quindi,&#xD;
analizzare le opportunità educative dei sistemi di istruzione equivale a considerare gli effetti sociali,&#xD;
economi e politici che l’educazione formale (vale a dire quelle pratiche esplicitamente organizzate&#xD;
per soddisfare le esigenze della società) produce.&#xD;
Le fondamentali direttrici di trasformazione che hanno investito l’educazione nei cinque secoli&#xD;
intercorsi dalla Riforma religiosa di Lutero fanno comprendere la necessità di interpretare&#xD;
l’educazione in una dinamica evolutiva che si estende ai diversi aspetti della vita sociale.&#xD;
L’esigenza di istruzione che si era manifestata nella dottrina della riforma religiosa di Lutero ha&#xD;
esercitato la sua capacità di orientare l’educazione. E, allo stesso modo, le trasformazioni&#xD;
economiche che si sono verificate a partire dalla rivoluzione industriale hanno costituito lo sfondo&#xD;
nel quale si è registrato l’imponente sviluppo dei sistemi scolastici che ha avuto l’apice&#xD;
nell’attuazione di sistemi di istruzione rivolti a tutta la popolazione.&#xD;
Si è seguita la linea di sviluppo di alcuni esponenti del pensiero educativo e si è preso in&#xD;
considerazione il loro punto di vista rispetto ai temi della democrazia, della giustizia e&#xD;
dell’uguaglianza in educazione.&#xD;
Attraverso l’analisi del significato che oggi assume il concetto di uguaglianza delle opportunità&#xD;
educative e facendo riferimento ad alcune concezioni generali della giustizia si è approfondito il&#xD;
ruolo del sistema educativo in relazione alla sfera della giustizia del sistema sociale.&#xD;
La rapidità dei cambiamenti in atto nei sistemi educativi dei Paesi industrializzati mette in evidenza&#xD;
la difficoltà della scuola e degli insegnanti a svolgere il loro compito di educazione in una società&#xD;
che, nei fatti, sembra disconoscere il ruolo della conoscenza per il miglioramento delle condizioni di vita.&#xD;
Ai cambiamenti sociali fanno riscontro, infatti, i cambiamenti che identificano i profili degli&#xD;
individui, e la sfida della scuola consiste nella sua capacità di accogliere tali trasformazioni e&#xD;
rilanciarle per promuovere lo sviluppo della comprensione dell’uomo e della natura.&#xD;
La domanda che ci si è posta è se la nuova direttrice possa essere costituita da una nozione&#xD;
comprensiva di equità che si applichi alla scuola e alla società e che costituisca il criterio per&#xD;
valutare l’innovazione nelle pratiche educative. Di conseguenza, ci si è interrogati se, e in quale&#xD;
misura, sia in atto una revisione degli atteggiamenti che possa condurre ad una ripresa dello&#xD;
sviluppo all’insegna dell’equità. Per cercare di capire in quale misura si sia affermata la nuova&#xD;
cultura dell’equità è stata condotta un’analisi delle pratiche educative e degli atteggiamenti diffusi&#xD;
tra gli insegnanti in cinque scuole secondarie superiori della città di Roma.&#xD;
L’equità può essere intesa come uguaglianza di opportunità che passa attraverso l’appiattimento&#xD;
verso il basso della qualità, oppure come la possibilità di coniugare il principio di uguaglianza con&#xD;
l’efficacia e la qualità, per garantire a tutti un’effettiva e reale uguaglianza dell’opportunità di&#xD;
sviluppo della capacità di comprendere la complessità del mondo contemporaneo.&#xD;
L’appiattimento della qualità dell’educazione colpisce i più svantaggiati a livello sociale, culturale&#xD;
ed economico. Sono proprio coloro che hanno un retroterra sociale e culturale deprivato che&#xD;
ricevono i danni più consistenti, in termini di riduzione delle possibilità di inclusione nei processi&#xD;
sociali, economici e culturali, da una riduzione del livello qualitativo dell’educazione formale. Non&#xD;
è tanto una questione di garantire a tutti un diploma e di adeguare le proposte educative al livello&#xD;
sociale e culturale degli studenti, quanto di offrire a tutti una prospettiva di sviluppo reale.&#xD;
Dall’analisi quantitativa e qualitativa dei dati raccolti nella ricerca sul campo emerge la difficoltà&#xD;
degli insegnanti e della scuola a mettere in relazione l’azione educativa nella pratica quotidiana a i principi generali di giustizia sociale.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 08 Apr 2010 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/628</guid>
      <dc:date>2010-04-08T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Un sistema per valutare l'interazione nei corsi e-learning</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/581</link>
      <description>&lt;Title&gt;Un sistema per valutare l'interazione nei corsi e-learning&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Margapoti, Ilaria&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-04-09&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;La ricerca qui presentata riguarda lo sviluppo di uno strumento valutativo conforme alle modalità&#xD;
didattiche di successo nell’e-learning, supportato e modellato sulla base di una solida letteratura&#xD;
pedagogica. Rifacendosi in particolar modo ai principi costruttivisti dell’apprendimento, questo sistema&#xD;
vuole valutare l’interazione asincrona online (in particolare quella che ha luogo nei forum) nei suoi&#xD;
molteplici aspetti attraverso la costruzione e l’applicazione di tre modelli di valutazione differenti: quella&#xD;
dei docenti sugli studenti, quella dei docenti su se stessi e una valutazione fra pari tra gli studenti medesimi.&#xD;
Per ciascuno dei modelli sono state sviluppate delle griglie valutative che possono essere applicate dai&#xD;
soggetti del processo formativo in maniera sufficientemente intuitiva e veloce e ne è stata data una&#xD;
validazione tramite la metodologia dell’analisi dei contenuti. A questo, si aggiunge la presa in&#xD;
considerazione di dati quantitativi che pure aiutano nella collocazione e nell’interpretazione dell’operato di&#xD;
studenti e docenti. Questa parte è accompagnata poi da un’applicazione sperimentale, con elaborazione e&#xD;
discussione delle modalità di interpretazione dei risultati ottenuti, affinché sia tangibile un risvolto pratico e&#xD;
applicativo immediato.&#xD;
L’obiettivo è quello di far applicare tale strumento in maniera diffusa nei contesti di formazione online:&#xD;
come supporto all’e-learning, come parte integrante dell’esperienza didattica e come punto di partenza per&#xD;
accordare la dovuta importanza ad un aspetto nevralgico dell’apprendimento dal punto di vista&#xD;
costruttivista: la comunicazione fra i partecipanti del processo formativo. Infatti i risultati finali conseguibili&#xD;
attraverso l’applicazione del sistema nella sua interezza sono: una valutazione sullo studente rispetto a&#xD;
come ha interagito, una valutazione delle modalità d’interazione e dell’identità professionale del docente&#xD;
rilevando le funzioni che ha principalmente svolto, una valutazione dell’andamento del corso nella sua&#xD;
interezza rispetto alla parte interattiva, un’auto-riflessione del docente sulle proprie modalità d’interagire e&#xD;
dunque di condurre la didattica, un supporto alla didattica attraverso etichette generate dagli stessi&#xD;
partecipanti al processo formativo che facilitino l’individuazione dei messaggi-chiave e l’interpretazione&#xD;
degli interventi dei docenti.&#xD;
Il sistema di valutazione costruito qui è quindi insieme uno strumento che può aiutare a “certificare” in&#xD;
maniera formale l’apprendimento nei corsi e-learning, e uno strumento che può servire a valutare gli stessi&#xD;
corsi di e-learning affinché se ne possano nel tempo migliorare le strategie, affinare i ruoli di chi vi partecipa&#xD;
e trovare le lacune per le quali pensare e implementare nuove soluzioni.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 08 Apr 2010 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/581</guid>
      <dc:date>2010-04-08T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Le distorsioni dovute agli stereotipi di genere nell'orientamento degli adulti</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/540</link>
      <description>&lt;Title&gt;Le distorsioni dovute agli stereotipi di genere nell'orientamento degli adulti&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Rizzo, Alessandro&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-04-17&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Il lavoro di ricerca della tesi di dottorato ha come oggetto le distorsioni dovute agli stereotipi&#xD;
di genere nelle scelte e nei progetti che donne e uomini definiscono nei percorsi di orientamento&#xD;
degli adulti.&#xD;
L'indagine condotta approfondisce,  attraverso studi di caso realizzati sul campo,  il ruolo e la&#xD;
consapevolezza dell'orientatore e dell'orientatrice nei confronti di tali distorsioni,  nell'agire&#xD;
professionale di lifelong guidance,  dunque in un quadro di opportunità di orientamento disponibili&#xD;
lungo tutto il corso di vita,  che contemplino obiettivi educativi volti a facilitare le persone&#xD;
nell'apprendimento delle competenze necessarie ad orientarsi e a definire in modo autonomo&#xD;
progetti formativi e lavorativi. È nella definizione di questi progetti che le dimensioni relative al&#xD;
genere assumono caratteristiche talvolta problematiche: il ruolo degli stereotipi di genere (secondo i&#xD;
quali le donne e gli uomini presentano tratti del carattere,  specifiche attitudini e competenze in&#xD;
quanto donne e in quanto uomini) nell'individuazione dei percorsi formativi e lavorativi è&#xD;
significativo,  e contribuisce al rafforzamento dei fenomeni di segregazione formativa e&#xD;
professionale,  le cui conseguenze negative e discriminatorie riguardano generalmente le donne.&#xD;
Il lavoro mira ad approfondire alcuni aspetti del campo di studio che possono essere ricondotti&#xD;
all'interno delle seguenti domande di ricerca: quale consapevolezza hanno gli operatori e le&#xD;
operatrici di orientamento rispetto a questa problematica? È una problematica da loro considerata&#xD;
importante o poco significativa? Se considerata importante,  quanto incide sulle caratteristiche dei&#xD;
percorsi realizzati? E in quale modo?&#xD;
Esso si svolge secondo un quadro metodologico di tipo qualitativo,  attraverso la costruzione di&#xD;
quattro studi di caso,  relativi a strutture italiane e francesi che realizzano percorsi di orientamento&#xD;
degli adulti secondo i metodi Retravailler e Bilancio di competenze: Retravailler Ile-De-France&#xD;
(Parigi) e CORA Roma (Roma),  per il metodo Retravailler,  C.I.B.C. Bourgogne Sud (Chalon-Sur-&#xD;
Saone) e Job Centre (Genova),  per il metodo Bilancio di competenze.&#xD;
Successivamente alla raccolta di materiale documentario,  la rilevazione sul campo prende&#xD;
avvio con la somministrazione,  a tutti gli operatori e le operatrici delle strutture coinvolte,  di un&#xD;
questionario a risposta multipla. Le informazioni con esso raccolte servono alla definizione della&#xD;
scaletta di domande delle interviste approfondite,  rivolte a "testimoni privilegiati" di ciascuna&#xD;
struttura (i/le responsabili e/o operatori/operatrici di orientamento da questi indicati).&#xD;
L'insieme delle informazioni raccolte ha permesso di individuare elementi per la definizione&#xD;
di percorsi di orientamento attenti alle questioni di genere e alla problematica degli stereotipi.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 16 Apr 2009 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/540</guid>
      <dc:date>2009-04-16T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
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