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    <title>ArcAdiA</title>
    <link>http://dspace-roma3.caspur.it:80</link>
    <description>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</description>
    <pubDate>Thu, 23 May 2013 07:32:22 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-05-23T07:32:22Z</dc:date>
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      <title>The Channel Image</title>
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      <title>Ville e residenze di campagna nell'Umbria del Cinquecento</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/441</link>
      <description>&lt;Title&gt;Ville e residenze di campagna nell'Umbria del Cinquecento&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Donadoni, Giovanna&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-04-28&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Il problema storiografico e storico-atistico della nascita,  dello sviluppo e dei caratteri&#xD;
tipologici,  funzionali e decorativi delle ville e delle residenze di campagna nell'area&#xD;
umbra del Cinquecento non ha finora prodotto nessuna trattazione sistematica&#xD;
paragonabile a quelle che hanno visto coinvolte,  da decenni a questa parte,  le stesse&#xD;
tematiche in altre aree regionali della penisola,  prime fra tutte quelle toscana,  veneta e&#xD;
laziale,  o,  in anni più recenti,  quella ligure. La ricerca affronta quindi per la prima volta&#xD;
sistematicamente il tema delle ville e delle residenze di campagna nel relativamente&#xD;
circoscritto contesto dell'Umbria del Cinquecento. L'ampiezza della prospettiva e la&#xD;
conseguente enorme quantità di questioni da definire sotto i diversi profili storico, &#xD;
economico,  culturale,  geografico,  nonché la ricchezza di problematiche legate alla villa&#xD;
come oggetto architettonico,  arricchito o meno di apparati decorativi,  inserito in un&#xD;
paesaggio e organismo vitale soggetto nel tempo a trasformazioni funzionali interne ed&#xD;
esterne,  ha determinato la necessità di individuare le domande fondamentali che&#xD;
potessero permettere di delinearne i caratteri generali indispensabili all'impostazione&#xD;
del problema e,  contemporaneamente,  illustrarne gli aspetti caratteristici particolari, &#xD;
privilegiando il punto di vista più propriamente storico-artistico e culturale. Per questo&#xD;
le tematiche principali sulle quali si articola la ricerca sono la definizione del territorio&#xD;
di interesse e del concetto di Umbria nel Cinquecento,  attraverso la cartografia,  che&#xD;
proprio in questo secolo conosce un momento di particolare sviluppo,  e le opere di&#xD;
geografi,  amministratori (come Cipriano Piccolpasso e Innocenzo Malvasia) e storici, &#xD;
che forniscono diverse informazioni; l'ndividuazione degli edifici esistenti e la&#xD;
ricostruzione del sistema residenziale cinquecentesco comprendente anche gli edifici&#xD;
non più in piedi o non più riconoscibili; l'nalisi delle funzioni,  in relazione al&#xD;
patrimonio fondiario ed alle esigenze della committenza ed ai caratteri economici, &#xD;
produttivi e culturali dell'area particolare alla quale i singoli edifici sono connessi;&#xD;
l'analisi delle tipologie,  in relazione alle funzioni,  alle eventuali preesistenze,  all'attività&#xD;
degli architetti quando proposti dalla critica,  alla coeva e precedente letteratura e&#xD;
trattatistica,  sia architettonica che agronomica,  alla tradizione architettonica urbana ed&#xD;
extraurbana dell'area cui si connettono gli edifici e le committenze,  oltre che al&#xD;
confronto con le tipologie delle altre regioni; lo studio delle committenze,  anche&#xD;
attraverso la documentazione archivistica relativa alle singole famiglie e personalità,  in&#xD;
relazione alle intenzionalità economiche e culturali connesse all'edificazione delle&#xD;
dimore di campagna e dei palazzi cittadini ed al contesto sia regionale che locale in cui&#xD;
vivono,  con una paticolare attenzione verso i casi di sistemi residenziali complessi legati&#xD;
ad alcune particolari famiglie; infine,  l'nalisi delle decorazioni superstiti,  con&#xD;
riferimento agli apparati decorativi dei palazzi urbani,  in particolare quelli legati alle&#xD;
medesime committenze,  ed ai modelli iconografici elaborati nel corso del secolo nei&#xD;
palazzi cittadini e nelle ville extraurbane delle altre regioni della penisola.&#xD;
La necessità di coordinare l'impianto generale dell'argomento con le specificità&#xD;
territoriali di cui si compone la regione,  ha infine fatto privilegiare come filo conduttore&#xD;
in grado di mantenere la coerenza interpretativa interna della ricerca,  il rapporto di&#xD;
scambio e interrelazione che si viene a creare tra la fiorente edilizia urbana&#xD;
cinquecentesca e la coeva edilizia di campagna,  la cui analogia con le situazioni&#xD;
riscontrabili anche in altre regioni non ne rende meno interessante la ricerca puntuale&#xD;
dei modelli di riferimento,  dei canali di comunicazione e della portata simbolica e&#xD;
culturale,  ma anzi permette di delineare in modo più preciso i caratteri individuali del&#xD;
fenomeno in area umbra.&#xD;
L'individuazione dell'area geografica di riferimento attraverso la documentazione&#xD;
cartografica,  amministrativa e storiografica,  connessa con la molteplicità dei caratteri&#xD;
locali storici,  economici e culturali,  ha portato alla organizzazione della ricerca intorno&#xD;
ai poli cittadini di Perugia,  Castiglione del Lago,  Città di Castello,  Foligno,  Trevi, &#xD;
Spoleto,  Terni e Todi,  dove è stato possibile documentare la presenza e lo sviluppo del&#xD;
fenomeno. Le aree non corrspondono sempre alle attuali divisioni amministrative,  ma&#xD;
rappresentano le aree di influenza politica,  economica e culturale all'interno delle quali&#xD;
le residenze sono ascrivibili,  in particolare in relazione alla committenza. In totale sul&#xD;
territorio regionale sono stati riconosciuti complessivamente,  tra gli edifici di nuova&#xD;
fondazione e i riadattamenti di costruzioni preesistenti,  una settantina di siti,  che&#xD;
comprendono sia le strutture ancora esistenti e riconoscibili,  sia quelle perdute o&#xD;
completamente ricostruite. Molto verosimilmente il numero relativamente modesto dei&#xD;
siti individuati - specie se confrontato con il numero delle ville presenti in altre regioni&#xD;
nel corso dello stesso periodo cronologico - non esaurisce la reale portata del&#xD;
fenomeno: ulteriori ricerche archivistiche sulla documentazione catastale,  notarile o&#xD;
familiare,  rivelerebbero con ogni probabilità nuove notizie su residenze oggi scomparse&#xD;
o completamente obliterate; tuttavia documenta un'ampiezza del fenomeno ed una&#xD;
distribuzione sul territorio regionale storico decisamente maggiore rispetto a quanto non&#xD;
fosse stato sinora considerato. Sul complesso delle residenze si è potuto constatare che&#xD;
il numero di quelle edificate ex novo è sostanzialmente equivalente a quelle frutto di&#xD;
riadattamenti di costruzioni preesistenti,  che siano esse fortificazioni,  torri&#xD;
d'avvistamento,  edifici religiosi o abitazioni a carattere rurale; emerge piuttosto con una&#xD;
certa evidenza la diversa distribuzione territoriale delle due tipologie: la maggior parte&#xD;
delle nuove costruzioni interessa infatti le aree del perugino,  del tifernate,  del lago&#xD;
Trasimeno e del folignate,  mentre in aree come quella tuderte e quella spoletina sono&#xD;
più frequenti i riutilizzi e le trasformazioni1&#xD;
. Questo si spiega con i caratteri specifici sia&#xD;
geografici,  sia economici e politici delle singole aree: in particolare,  se le zone nelle&#xD;
vicinanze della città di Perugia costituiscono uno spazio particolarmente adatto e ambito&#xD;
per le nuove residenze di villeggiatura delle principali famiglie cittadine,  l'area tifernate&#xD;
vede incrementare l'occupazione e lo sfruttamento agricolo delle aree marginali della&#xD;
vallata,  piuttosto che il riadattamento delle numerose strutture difensive di quelle più&#xD;
elevate e poco accessibili,  che inoltre offrono un magro reddito agrario. L'area del&#xD;
folignate è impegnata,  dopo la metà del secolo,  in un importante lavoro di bonifica delle&#xD;
zone paludose,  che accelera considerevolmente il processo di riappropriazione di terre&#xD;
coltivabili perseguito nei secoli precedenti; anche l'attività manifatturiera cartaria nella&#xD;
valle del Menotre determina la fondazione di residenze padronali connesse con l'attività&#xD;
industriale. Allo stesso modo,  anche l'area del lago Trasimeno è interessata da opere di&#xD;
bonifica,  ma nuove costruzioni sono evidentemente anche connesse con la formazione&#xD;
dello Stato dei Della Corgna. Se le zone spoletina e tuderte manifestano una più forte&#xD;
tendenza al riutilizzo e al ridattamento di strutture preesistenti - anche se,  in particolare&#xD;
per quanto riguarda Spoleto,  numerose sono le bonifiche,  i disboscamenti e i&#xD;
dissodamenti nelle aree collinari - questo forse si può spiegare in parte con il vivace&#xD;
processo di rinnovamento urbano che interessa i due centri nel corso del secolo,  con una&#xD;
profusione di risorse economiche nell'edilizia cittadina. Similmente,  per quanto&#xD;
riguarda la cronologia delle edificazioni,  si possono notare sostanziali differenze tra le&#xD;
diverse aree: nel perugino,  nel tifernate e nella zona del lago Trasimeno la costruzione&#xD;
di ville e residenze di campagna procede in modo più o meno omogeneo fin dal&#xD;
1&#xD;
Anche se occorre sottolineare che in tutte le aree prese in considerazione sono comunque presenti sia&#xD;
costruzioni ex novo che riedificazioni e riadattamenti di preesistenze.&#xD;
Quattrocento per tutto il secolo successivo; un più forte incremento dopo la metà del&#xD;
Cinquecento vede invece coinvolte aree come quelle folignate e spoletina. La&#xD;
committenza tifernate della famiglia Vitelli caratterizza l'area fin dalla seconda metà del&#xD;
Quattrocento,  così come diverse sono le citazioni di residenze extraurbane nelle&#xD;
vicinanze della città di Perugia nel corso dello stesso secolo o nella prima metà del&#xD;
successivo2&#xD;
. L'area di Castiglione,  in seguito alla cessione del territorio ai Della Corgna&#xD;
da parte di Giulio III nel 1550,  vede il sorgere delle grandi committenze di questa&#xD;
famiglia,  ma era già stata interessata dall'attività dei Baglioni,  dei Montemelini e,  anche&#xD;
per il fatto di trovarsi a ridosso del confine toscano,  dei cortonesi Vagnucci e Passerini, &#xD;
legati all'Umbria in virtù delle loro cariche ecclesiastiche. L'incremento edilizio&#xD;
nell'area folignate è invece strettamente connesso alle già ricordate grandi operazioni di&#xD;
bonifica della piana del fiume Topino,  energicamente incentivate da Francesco Jacobilli&#xD;
tra il 1560 e il 1573,  in seguito alle quali l'occupazione e lo sfruttamento del territorio si&#xD;
spostano dalle aree collinari a quelle di pianura e si determinano nuove forme di&#xD;
economia,  nuove ricchezze ed emergono nuovi ceti imprenditoriali con nuovi&#xD;
investimenti. Questo ridimensiona l'ipotesi secondo la quale lo sviluppo del fenomeno&#xD;
nell'area umbra cinquecentesca sia fondamentalmente da attribuire alla pacificazione&#xD;
territoriale successiva alla formazione dello Stato Pontificio sul territorio dopo il 1540, &#xD;
mettendo invece in luce i precedenti e la varietà delle condizioni economiche e sociali&#xD;
che ne sono alla base.&#xD;
Dal punto di vista tipologico,  prevalgono su tutta la regione le strutture dei "palazzi&#xD;
di campagna",  che ripropongono fondamentalmente i caratteri del palazzo urbano,  a&#xD;
blocco compatto,  lineare,  a due o tre piani,  con piante solitamente quadrangolari; non&#xD;
mancano tuttavia piante complesse,  a U o a L,  anche in casi di edificazioni ex novo,  non&#xD;
condizionate quindi dalle preesistenze. Archi bugnati e stemmi familiari sulle porte, &#xD;
sottili cornici marcapiano e incorniciature delle finestre costituiscono spesso i soli&#xD;
elementi decorativi,  mentre portici e loggette testimoniano l'intrinseca intenzionalità di&#xD;
relazione con il paesaggio circostante. Gli interni sono organizzati intorno al salone&#xD;
centrale,  che disimpegna gli altri ambienti delle sale da pranzo,  camere e di servizio al&#xD;
piano nobile,  mentre il pian terreno è occupato da cantine e magazzini; anche la&#xD;
cappella,  quando presente,  si trova frequentemente al pian terreno,  a volte con una&#xD;
doppia entrata che permette l'ingresso sia dall'interno degli appartamenti padronali,  sia&#xD;
dall'esterno per la comunità dei lavoranti della tenuta3&#xD;
. Frequente è la presenza di case&#xD;
coloniche e rustici annessi,  con funzioni di rimesse,  magazzini e fienili. Per i casi di più&#xD;
spiccata monumentalità la storiografia locale ha sempre sostenuto l'attribuzione,  anche&#xD;
solo progettuale,  alle personalità di Antonio da Sangallo,  Antonio Cantagallina e&#xD;
Galeazzo Alessi,  ma l'assenza a volte di basi documentarie e la vaghezza dei riscontri&#xD;
stilistici ha indotto spesso la critica a metterle in discussione. Si tratta in ogni caso di&#xD;
edifici che,  pur accentuando i caratteri ornamentali esterni ed interni e movimentando&#xD;
l'articolazione degli spazi e l'interazione con il paesaggio,  non propongono&#xD;
l'elaborazione di nuovi e particolari modelli tipologici; sono prodotti per una&#xD;
committenza,  sia essa di nuova o antica nobiltà,  che culturalmente,  ideologicamente ed&#xD;
economicamente continua ad investire soprattutto nei palazzi urbani e ad affidare a&#xD;
2&#xD;
Spesso si tratta solo di citazioni o riferimenti documentari,  poiché l'area ha naturalmente subito gli&#xD;
effetti dell'ampliamento urbano,  che ha frequentemente cancellato le tracce di queste costruzioni.&#xD;
3&#xD;
Bisogna però ricordare che pochi sono i casi nei quali si siano mantenute prevalentemente le strutture&#xD;
cinquecentesche,  sia nelle facciate esterne che nella distribuzione interna degli spazi,  dal momento che la&#xD;
maggior parte degli edifici hanno visto la sovrapposizione,  nel corso dei secoli successivi,  di numerosi&#xD;
interventi di riadattamento,  sia per l'uso continuativo spesso connesso a funzioni anche pratiche&#xD;
dell'attività agraria - o,  in tempi più recenti,  la trasformazione in strutture ricettive turistiche -,  sia per i&#xD;
mutati gusti decorativi e stili di vita in villa che,  a partire dal Sei e Settecento ne hanno in alcuni casi&#xD;
determinato il quasi completo o addirittura totale rinnovamento.&#xD;
questi ultimi il vero ruolo di rappresentanza. Emerge però chiaramente la piena adesione&#xD;
al concetto di villa e residenza di campagna come luogo in cui si incontrano la&#xD;
concezione letteraria del locus amoenus e del rifugio dalla vita cittadina e lo scopo&#xD;
pratico dell'edificio,  nelle diverse declinazioni della villa-fortezza,  della villa&#xD;
suburbana,  della villa rustica padronale e della villa di caccia e svago. Per quanto&#xD;
riguarda le funzioni delle ville,  queste non si esprimono tanto nelle tipologie generali&#xD;
quanto piuttosto negli elementi particolari,  come l'entità dei beni annessi e delle&#xD;
strutture coloniche collegate o la preponderanza degli elementi decorativi,  anche se in&#xD;
molti casi si nota che uno stesso edificio può rispondere contemporaneamente a&#xD;
funzioni differenti,  più di quanto questo non avvenga in altre regioni. Circa le&#xD;
committenze,  oltre alle singole personalità che legano in modo esclusivo il proprio&#xD;
nome all'edificazione delle loro ville,  sono da considerare le successioni ereditarie o le&#xD;
vendite,  che spesso comportano trasformazioni più o meno significative anche nel giro&#xD;
di pochi anni; la residenza privata è infatti un organismo vitale,  soggetto a continui&#xD;
adattamenti legati a mutamenti di gusto,  di funzione o di stato sociale dei proprietari.&#xD;
Particolarmente interessanti sono poi i sistemi residenziali di gruppi familiari come i&#xD;
Vitelli,  i Baglioni,  i Della Corgna,  gli Atti,  i Valenti,  che connettono diverse residenze&#xD;
su un territorio più o meno ampio e i palazzi urbani sedi delle stesse famiglie; questo&#xD;
approccio aiuta da un lato a chiarire le strategie insediative delle classi dirigenti, &#xD;
dall'altro ad evidenziare il ruolo particolare dei singoli edifici. Un caso a parte è quello&#xD;
di Fulvio Della Corgna,  che lega il suo nome a committenze sia private,  in quanto&#xD;
signore,  insieme al fratello Ascanio,  del territorio del Chiugi,  sia "istituzionali",  in&#xD;
quanto Vescovo di Perugia: i riadattamenti di Pieve del Vescovo e dell'Abbazia dei&#xD;
Sette Fratelli di Pietrafitta da lui intrapresi riguardano infatti edifici che sono residenza&#xD;
di tutti i vescovi perugini.&#xD;
I risultati della ricerca rispondono alle tematiche sulle quali era stata articolata e&#xD;
forniscono un importante contributo alla più generale intenzione di tentare di restituire&#xD;
lo strato cinquecentesco del fenomeno,  che i secoli successivi hanno compromesso, &#xD;
quando non addirittura completamente cancellato; uno strato che svolge invece un&#xD;
importante ruolo sia sociale che economico,  sia soprattutto culturale,  che deve ancora&#xD;
essere ricostruito in tutta la sua complessità e ricchezza.&#xD;
La ricerca si è svolta presso gli archivi storici e diocesani dei centri comunali presi in&#xD;
esame,  gli archivi fotografici e di restauro della Soprintendenza ai Beni artistici e storici&#xD;
dell'Umbria,  gli archivi familiari e l'Archivio di Stato di Roma,  oltre,  naturalmente, &#xD;
attraverso i sopralluoghi nei siti delle residenze.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 27 Apr 2009 22:00:00 GMT</pubDate>
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