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    <title>ArcAdiA</title>
    <link>http://dspace-roma3.caspur.it:80</link>
    <description>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</description>
    <pubDate>Sat, 25 May 2013 23:53:08 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-05-25T23:53:08Z</dc:date>
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      <title>The Channel Image</title>
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      <title>Rivelatori di singolo fotone a nanofili superconduttori</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/677</link>
      <description>&lt;Title&gt;Rivelatori di singolo fotone a nanofili superconduttori&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Gaggero, Alessandro&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-01-20&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Abstract&#xD;
&#xD;
Il lavoro di ricerca descritto in questa tesi di dottorato riguarda la realizzazione e lo sviluppo di&#xD;
una nuova generazione di rivelatori di singolo fotone ad elevata efficienza quantica, che&#xD;
sfruttano le proprietà superconduttive del nitruro di niobio (NbN). Questi dispositivi, chiamati&#xD;
SSPD acronimo di Superconducting Single Photon Detectors, operano nella regione delle&#xD;
lunghezze d’onda delle telecomunicazioni ad una temperatura di lavoro di 4.2 K. Nella tesi&#xD;
vengono prima descritte le tecniche e le procedure utilizzate per la realizzazione dei suddetti&#xD;
rivelatori e quindi i risultati relativi allo studio di nuovi detector a singolo fotone. Gli SSPD&#xD;
sono costituti da sottili nanofili (spessore ~4÷5nm) larghi 100nm e lunghi un centinaio di&#xD;
micron. Per rendere efficiente l’accoppiamento ottico tra il rivelatore e la radiazione incidente&#xD;
questi nanofili vengono disposti a meandro con un’area attiva di 25µm2 con un fattore di&#xD;
riempimento pari al 40%. Questi dispositivi sono destinati ad applicazioni avanzate nel campo&#xD;
delle comunicazioni quantistiche in fibra, della metrologia quantistica e della computazione&#xD;
quantistica realizzata con tecniche ottiche. Oltre allo sviluppo degli SSPD in questo lavoro&#xD;
viene descritta la possibilità di realizzare rivelatori che operino in regime lineare rispetto al&#xD;
numero dei fotoni incidenti (Photon Number resolving Detectors, PND). In altre parole&#xD;
rivelatori di stati n di fotoni con n &gt; 1, le cui applicazioni alla computazione e metrologia&#xD;
quantistica sono oggi di grande interesse. I risultati del lavoro svolto durante il dottorato&#xD;
suggeriscono la possibilità di integrare questi dispositivi con altre componenti ottiche, guide&#xD;
d’onda e sorgenti a singolo fotone, aprendo la strada, in un futuro non lontano, per la&#xD;
realizzazione e miniaturizzazione di nuovi dispositivi che costituiscano i mattoni elementari di&#xD;
network fotonici di crescente complessità.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 19 Jan 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/677</guid>
      <dc:date>2010-01-19T23:00:00Z</dc:date>
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