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    <title>ArcAdiA</title>
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    <description>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</description>
    <pubDate>Thu, 23 May 2013 05:22:38 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-05-23T05:22:38Z</dc:date>
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      <title>The Channel Image</title>
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      <title>Alexandre Kojève tra filosofia e potere ovvero l'azione politica del filosofo</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/448</link>
      <description>&lt;Title&gt;Alexandre Kojève tra filosofia e potere ovvero l'azione politica del filosofo&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Guetti, Carla&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2009-04-24&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;L'impianto generale del lavoro tiene ferme due direttrici,  che,  a partire dal secondo dopoguerra e in&#xD;
maniera significativa,  sembrano coincidere nella complessa esistenza di Alexandre Kojève,  ovvero quella&#xD;
della riflessione teorico-speculativa del filosofo e quella dell'attività concreta e pratica dell'uomo&#xD;
politico.&#xD;
La vita quanto meno avventurosa dell'esule russo si intreccia con la stesura di scritti importanti e di&#xD;
eventi storici significativi: dall'infanzia e adolescenza trascorse a Mosca,  dove nasce nel 1902 e rimane&#xD;
fino al 1920,  all'esilio in Germania prima a Berlino e poi ad Heidelberg,  dove segue le lezioni di Karl&#xD;
Jaspers,  con cui si laurea in filosofia con una tesi sulla metafisica del russo Solov'ev,  fino all'approdo in&#xD;
Francia a Parigi nell'estate del 1926. Da studioso di filosofia e non solo - l'interesse per la religione e la&#xD;
scienza,  la passione per il buddismo e la civiltà orientale a interprete di Hegel negli anni 1933-`39&#xD;
durante i quali tiene presso l'Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi le famose lezioni sulla&#xD;
Fenomenologia dello spirito di Hegel,  fino alla partecipazione alla seconda guerra mondiale prima come&#xD;
soldato e poi tra le fila della Resistenza francese. Infine dal 1945 al 1968,  data della sua morte,  Kojève&#xD;
sembra vivere una seconda vita: abbandonato per sempre l'insegnamento e l'ambiente accademico, &#xD;
ricopre la carica di uomo di Stato chiamato da Robert Marjolin,  suo allievo ai tempi del seminario&#xD;
francese,  come eminenza grigia dell'Amministrazione francese presso la Direction des relation&#xD;
economiques extérieures,  la DREE. Dal suo primo impegno nell'OECE (Organizzazione Europea di&#xD;
Cooperazione Economica),  organismo che dal 1948 riunisce i 18 principali stati dell'Europa occidentale&#xD;
ed è deputato a ripartire tra i vari paesi i finanziamenti del piano Marshall,  per creare un mercato unico&#xD;
europeo in grado di integrare le economie nazionali mediante la libera circolazione delle merci e delle&#xD;
monete; all'impegno con il GATT (General agreement on tariffs and trade) per incentivare lo sviluppo&#xD;
del terzo mondo; fino ai maggiori successi in campo politico ottenuti dal 1959 nell'ambito del Kennedy&#xD;
round e tra il 1964 e il 1967 nei negoziati sulle preferenze tariffarie atte a favorire l'esportazione dei&#xD;
prodotti agricoli dei paesi in via di sviluppo. Muore il 4 giugno del 1968 a Bruxelles,  spento da un malore&#xD;
cardiaco al termine del suo intervento nella riunione del Mercato comune durante il quale aveva&#xD;
denunciato l'insufficienza e il ritardo di una reale politica comunitaria.&#xD;
Di certo la personalità di Kojève è tale da non lasciare indifferenti. Fuori dagli schemi accademici, &#xD;
non riveste il ruolo del professore della Sorbonne,  tuttavia determina le sorti di almeno due generazioni di&#xD;
3&#xD;
studiosi. Pur intraprendendo una brillante carriera che lo porterà a far parte di un'élite internazionale,  non&#xD;
abbandonerà mai la filosofia,  continuando a studiare e ad essere un punto di riferimento degli intellettuali&#xD;
più importanti del secondo dopoguerra. In ogni caso il multiverso orizzonte di Kojève ancora oggi suscita&#xD;
vasto interesse tra gli studiosi e tante sono le pubblicazioni di suoi inediti e di interpretazioni&#xD;
storiografiche che in questi anni hanno alimentato e alimentano il dibattito su di lui in Italia e all'estero.&#xD;
Altrettanto articolata è la ricostruzione della vasta e varia produzione di Kojève tra opere edite,  dal&#xD;
1926 al 1968,  volumi e scritti postumi,  pubblicati dal 1970 fino a oggi,  parte dei quali non ancora tradotti&#xD;
in italiano,  perciò in lingua per lo più francese e tedesca ma anche inglese e russa. Per esempio è&#xD;
dell'aprile del 2008 la pubblicazione in Italia di uno degli scritti più interessanti e ancora inesplorati di&#xD;
Kojève L'ateismo,  cui il presente lavoro dedica una parte dell'argomentazione,  sostenendo che questo&#xD;
tema sia il fil rouge nella costruzione di tutto il sistema filosofico kojeviano.&#xD;
Il presente studio analizza il clima filosofico francese legato alla Hegelrenaissance per meglio&#xD;
comprendere la portata del famoso seminario di Kojève sulla Fenomenologia dello spirito di Hegel.&#xD;
Perciò la ricerca esamina sia l'opera dei tre grandi interpreti hegeliani,  Jean Wahl,  Alexandre Koyré e&#xD;
Jean Hyppolite,  accomunati,  sull'influsso diltheyano,  da un interesse per l' Hegel degli scritti giovanili e&#xD;
della Fenomenologia,  sia la consolidata bibliografia sugli studi hegeliani in Francia. In questo clima&#xD;
filosofico si inserisce il lavoro di Kojève,  il quale fino al 1939,  anno dello scoppio della seconda guerra&#xD;
mondiale,  terrà ogni lunedì pomeriggio le sue lezioni,  ormai leggendarie,  che verranno riunite e&#xD;
pubblicate nel 1947 ad opera del suo allievo e amico Raymond Queneau. L'importanza che esse rivestono&#xD;
è testimoniata non solo dal calibro degli uditori,  quali Lacan,  Bataille,  Blanchot,  Queneau,  Merleau-&#xD;
Ponty,  Weil,  Breton,  solo per citarne alcuni,  ma anche dall'influenza esercitata nelle generazioni&#xD;
successive fino a Derrida e Nancy. Addirittura si può sostenere che la stessa filosofia francese dell'ultimo&#xD;
mezzo secolo,  sia in qualità di interprete di Hegel sia come espressione del pensiero filosofico&#xD;
contemporaneo,  non può non tener conto del fatto che si sia mossa sulla traccia dell'Hegel di Kojève.&#xD;
Il presente lavoro si sofferma su alcuni concetti dell'Introduction à la lecture de Hegel di Kojève, &#xD;
come ontologia dualistica,  Desiderio e Riconoscimento,  Signore e Servo,  Stato universale e&#xD;
omogeneo e fine della Storia,  mostrando la forza e la spregiudicatezza dell'interpretazione di Kojève, &#xD;
il quale in più occasioni in modo palese o nascosto rivela o camuffa la sua vera intenzione: quella per cui&#xD;
il suo lavoro non ha il carattere di uno studio storico degli scritti di Hegel,  ma di un corso di antropologia&#xD;
fenomenologica,  per cui il testo hegeliano viene piegato di volta in volta,  se non addirittura costruito dalle&#xD;
4&#xD;
stesse pagine hegeliane. In questo Kojève non è un divulgatore di Hegel,  ma di certo,  come sostiene&#xD;
Remo Bodei,  egli fa parte a pieno titolo del pantheon dei filosofi del Novecento.&#xD;
La tesi affronta l'oggetto vero e proprio ovvero lo studio del rapporto tra filosofia e potere nella vita&#xD;
e nell'opera di Alexandre Kojève,  sottolineando il fatto che l'attenzione alle tematiche di filosofia politica&#xD;
occupa in modo costante la riflessione teorico-speculativa,  intrecciandosi dopo il 1945 anche con l'attività&#xD;
concreta e pratica di uomo politico. Gli scritti di Kojève dedicati alla politica e al diritto e presi in&#xD;
considerazione sono principalmente: il testo La notion de l'autorité,  scritto nel 1942,  ma edito in Francia&#xD;
nel 2004 e non ancora tradotto in italiano; l'opera Esquisse d'une phénomenologie du droit,  del 1943 ma&#xD;
pubblicata postuma nel 1982; il saggio Esquisse d'une doctrine de la politique francaise,  del 1945 ma&#xD;
edito postumo nel 1990; L'action politique des philosophes,  pubblicato nel 1950.&#xD;
Il lavoro evidenzia come quei temi emersi già nell'Introduction à la lecture de Hegel vengano&#xD;
ripresi da Kojève e declinati ora con i concetti di autorità,  azione politica,  potere,  diritto,  in vista di un&#xD;
nuovo assetto mondiale politico e giuridico,  di una nuova antropologia tesa al libero dispiegamento delle&#xD;
facoltà umane e al riconoscimento universale di tutti gli uomini in quanto tali. Nella visione di Kojève il&#xD;
superamento del politico,  indagato con le categorie di amico/nemico mutuate da Carl Schmitt,  lascia il&#xD;
posto al diritto,  che nella sua autonomia e specificità rispetto a tutti gli altri fenomeni umani,  implica&#xD;
necessariamente di fronte ad una relazione tra due l'intervento di un terzo imparziale e disinteressato. Il&#xD;
diritto del Signore,  fondato sull'idea dell'eguaglianza e il diritto del Servo basato sull'idea dell'equità, &#xD;
trovano la sintesi nel diritto del Cittadino,  che trae la sua legittimità dall'idea di giustizia dell'equità e la&#xD;
sua realizzazione nello Stato universale e omogeneo,  ovvero nello Stato della fine o meglio del&#xD;
compimento della Storia. Al di là dell'originalità del pensiero di Kojève che ancora oggi alimenta il&#xD;
dibattito filosofico e segnatamente politico sia in Europa che negli USA,  con interpretazioni che vanno&#xD;
dalla denuncia del ritorno dell'uomo all'animalità al trionfo del liberalismo e della globalizzazione,  ciò&#xD;
che emerge è la profonda conoscenza da parte dell'autore russo dei temi della tradizione della filosofia&#xD;
politica e giuridica. Quasi in un gioco di specchi e di rimandi Kojève sembra discutere il Gerone di&#xD;
Senofonte ma nello stesso tempo sta criticando On Tyranny di Leo Strauss,  rendendo il confine tra&#xD;
passato e presente,  detto e non detto,  apparenza e realtà,  sempre più sottile,  esercitando in modo sublime&#xD;
la raffinata arte della scrittura e spingendo il lettore almeno ad una duplice lettura se non addirittura ad&#xD;
una lettura tra le righe.&#xD;
5&#xD;
Infine,  la tesi richiama l'attività di Kojève come uomo di stato,  il quale,  in qualità di consigliere&#xD;
segreto del principe,  dopo la seconda guerra mondiale,  contribuisce in modo significativo alle scelte&#xD;
politiche ed economiche della comunità europea e mondiale,  legando in tal modo e indissolubilmente la&#xD;
sua riflessione filosofica sul rapporto tra l'intellettuale e il politico all'agire politico concreto. Mente&#xD;
affilata,  in questi anni Kojève matura l'idea che un nuovo capitalismo,  destinato alla mondializzazione, &#xD;
possa condurre al superamento della lotta di classe mediante la redistribuzione del plus-valore,  e quindi&#xD;
alla realizzazione dello Stato universale e omogeneo,  precedentemente teorizzato; comprende,  in piena&#xD;
guerra fredda,  che il vero asse del conflitto si è spostato dalla contrapposizione est-ovest a quella nord-&#xD;
sud cioè alla frattura planetaria che oppone i paesi industrializzati a quelli in via di sviluppo.&#xD;
In conclusione l'intento della tesi è quello di dimostrare non solo che Kojève può essere considerato&#xD;
a pieno titolo un filosofo europeo tra i più significativi nel panorama culturale dell'Europa del&#xD;
Novecento,  ma anche che egli contribuisce in modo decisivo alla costituzione di un'idea filosofica e&#xD;
politica dell' Europa e del mondo con il suo impegno e di intellettuale e di politico.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 23 Apr 2009 22:00:00 GMT</pubDate>
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