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    <title>ArcAdiA</title>
    <link>http://dspace-roma3.caspur.it:80</link>
    <description>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</description>
    <pubDate>Sat, 25 May 2013 06:33:25 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-05-25T06:33:25Z</dc:date>
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      <title>The Channel Image</title>
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      <title>Un dibattito nelle teorie femministe contemporanee : gender e differenza sessuale</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/591</link>
      <description>&lt;Title&gt;Un dibattito nelle teorie femministe contemporanee : gender e differenza sessuale&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Mancino, Giuliana&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-03-26&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;Come sostiene Conti Odorisio, nell’opera&#xD;
&#xD;
Ragione e Tradizione, nel femminismo&#xD;
contemporaneo il corpo ha assunto un’importanza centrale, come base materiale&#xD;
dell’identità, facendo sì che le problematiche riguardanti la sessualità e la maternità&#xD;
entrassero a far parte della discussione politica.&#xD;
Sul significato da assegnare alla diversità corporea uomo/donna si sono sviluppate due&#xD;
correnti all’interno del femminismo: quella egualitaria e quella differenzialista. Le fonti&#xD;
delle due diverse scuole si possono individuare da una parte ne Il secondo sesso di Simone&#xD;
de Beauvoir, dall’altra ne Le tre ghinee3 di Virginia Woolf, opere entrambe che vanno&#xD;
storicizzate. “Donna si diventa, non si nasce” sosteneva Simone de Beauvoir ne Il secondo&#xD;
sesso, intendendo dire che il ruolo delle donne nella società non era dovuto alla loro&#xD;
esistenza biologica ma determinato e imposto dal potere patriarcale dal quale derivavano la&#xD;
divisione dei ruoli. Per cambiare i rapporti di potere fra uomo e donna per De Beauvoir la&#xD;
donna avrebbe dovuto avere la possibilità di entrare nel mondo “maschile”, di parlare il&#xD;
linguaggio della razionalità, di gestire il potere.&#xD;
La corrente differenzialista deriva invece dall’opera di Virginia Woolf, la quale vive in un&#xD;
contesto molto diverso rispetto a Simone de Beauvoir. Se questa aveva conseguito una&#xD;
specializzazione in filosofia e frequentava intellettuali anche di sesso maschile, la Woolf pur&#xD;
essendo figlia di un intellettuale, aveva ricevuto un’ educazione differenziata riservata alle&#xD;
ragazze bene e non aveva accesso alle biblioteche. Ma di tale esclusione la scrittrice ne fa un&#xD;
punto di forza, proclamando la sua estraneità dalla cultura e quella di tutte le donne.&#xD;
Estraneità che si manifesta anche nei confronti di valori concepiti quali esclusivamente&#xD;
maschili, come patria e nazione.&#xD;
Lo scopo della tesi è in primo luogo quello di mostrare la diversità di approccio fra le due&#xD;
correnti del femminismo contemporaneo, quella egualitaria, orientata al genere (gender theory) e quella differenzialista, cui conseguono due diverse risposte politiche alla questione&#xD;
femminile.&#xD;
Secondo la corrente differenzialista le lotte politiche che sono state intraprese storicamente&#xD;
dalle donne per l’emancipazione, e le lotte attuali per la parità, devono essere criticate e&#xD;
accantonate poiché non sono altro che un tentativo di omologazione delle donne all’uomo;&#xD;
tale corrente utilizza la categoria di differenza sessuale, ontologica e irriducibile, al fine di&#xD;
costruire un mondo politico che tralasci categorie universali che si mostrerebbero come&#xD;
neutre (valide tanto per l’uomo quanto per la donna), ma che in realtà sarebbero soltanto&#xD;
maschili (Parlamento, Stato, leggi, individuo). Le teorie differenzialiste propugnano di&#xD;
marcare la realtà politica con il segno della differenza sessuale, (per esempio diritti sessuati&#xD;
diversi per l’uomo e per la donna) che significa costruire il politico su basi biologiche, e&#xD;
quindi rifiutare la distinzione fra sesso anatomico e genere.&#xD;
Secondo la gender theory la distinzione sex-gender è necessaria per storicizzare la&#xD;
differenza fra i sessi e a mostrare come la distinzione dei ruoli maschili e femminili in base&#xD;
alla quale si determinano le caratteristiche dell’individuo e l’assegnazione alla sfera&#xD;
pubblica o privata, sia ascrivibile non alla natura, ma alla società e alla politica, e che come&#xD;
tale possa e debba essere modificata al fine di riequilibrare l’allocazione del potere fra uomo&#xD;
e donna.&#xD;
La lettura di questa diversità di approccio ruota quindi intorno al sex-gender system, giacchè&#xD;
per la prima corrente, orientata al genere vi è una differenza fra sex e gender, -laddove in&#xD;
sintesi per sex si intende la diversità biologica fattuale, per gender la costruzione culturale,&#xD;
sociale e politica che ascrive ruoli, poteri, risorse differenti per uomo e donna basandole sul&#xD;
sex- per la seconda corrente quella differenzialista la distinzione fra sex e gender sarebbe&#xD;
epistemologicamente errata e politicamente fuorviante.&#xD;
L’esito politico della corrente differenzialista parte da una critica al concetto di uguaglianza&#xD;
fra uomo e donna, per arrivare a sostenere una libertà esclusivamente femminile. Per tale&#xD;
corrente la libertà è in antinomia rispetto all’eguaglianza. Al contrario per la gender theory,&#xD;
uguaglianza e libertà sono strettamente connesse. Così vediamo per esempio in Anne&#xD;
Phillips l’uguaglianza si ottiene attraverso una politica di quote sia nel mondo del lavoro sia&#xD;
nel mondo della politica che possano rimuovere gli svantaggi iniziali delle donne, e&#xD;
attraverso il vaglio dell’uguaglianza dei risultati. &#xD;
L’uguaglianza è uno strumento per aumentare le possibilità delle donne di affermarsi non più soltanto come madri, ma come lavoratrici e cittadine, e quindi di essere più libere come individui. Per Susan Moller Okin&#xD;
la mancata uguaglianza fra uomo e donna ha la sua origine nella storica assegnazione della&#xD;
donna al lavoro domestico e di cura, per cui diminuiscono le possibilità di affermazione&#xD;
nell’ambito lavorativo e politico.&#xD;
La corrente della gender theory non è l’unica critica nei confronti del femminismo&#xD;
differenzialista, ma vi sono anche la queer theory elaborata da vari autrici, fra cui De&#xD;
Laueretis e Butler e il cyborg-femminismo di Donna Haraway. Tuttavia tali correnti&#xD;
esulano dalla ricerca poichè ritengono desueta la distinzione sex - gender.&#xD;
La tesi si pone inoltre lo scopo di colmare un vuoto nella ricerca scientifica, in quanto vi è&#xD;
una carenza di opere di critica all’orientamento differenzialista che offrano una visione&#xD;
d’insieme, che mettano in relazione spunti critici esposti sinora soltanto in modo&#xD;
frammentario. Si pensi che non vi è un’opera che esponga in maniera sistematica le critiche&#xD;
alle teorie femministe della corrente differenzialista, quali la diversa moralità femminile&#xD;
proposta da Gilligan, o il pensiero materno di Ruddick o il femminismo sociale di Elsthain, ma solo articoli pubblicati in diverse riviste, fra cui Feminist studies, Signs,&#xD;
Poltical Theory, Ethics, Social Research, Reti.&#xD;
Oltrettutto in Italia di tutte le opere delle femministe della corrente della gender theory sono&#xD;
state tradotte soltanto quattro opere (una di Susan Moller Okin: Justice, gender and the&#xD;
family, Le donne e la giustizia; una di Martha Nussabaum: Women and human&#xD;
development. The capabilities approach, Diventare persone, donne e universalità dei&#xD;
diritti2, due di Badinter: L’un est l’autre, L’uno è l’altra; Fausse route, La strada degli&#xD;
errori). Non vi è alcuna traduzione delle opere e degli articoli di Anne Phillips, di&#xD;
Christine Delphy, dell’opera importantissima di Susan Moller Okin: Women in western&#xD;
political thought. Non così per le teoriche della differenza, infatti per esempio di Luce&#xD;
Irigaray e di Carol Gilligan sono disponibili tutti i testi nella traduzione italiana. Tale&#xD;
mancata traduzione delle opere della gender theory è così direzionata da far pensare ad&#xD;
un’implicita censura nel nostro paese, poiché corrente non gradita.&#xD;
Per quanto concerne la struttura dell’elaborato si è scelto un criterio sia cronologico sia&#xD;
geografico. Le prime teorie differenzialiste sono apparse negli anni Ottanta negli Stati Uniti&#xD;
e Gilligan è riconosciuta come la fondatrice del femminismo differenzialista. Si è scelto&#xD;
quindi di esporre, dopo un exursus sul significato del termine genere, il pensiero di tale&#xD;
autrice e le relative critiche, che sono sorte nei paesi di lingua anglosassone, quindi di dare&#xD;
rilievo al femminismo orientato al genere di autrici quali Anne Phillips, Susan Moller Okin&#xD;
e Martha Nussbaum. Per quanto concerne i capitoli successivi si è deciso di esporre prima &#xD;
il femminismo differenzialista francese e poi quello italiano e non poteva essere altrimenti&#xD;
dato che il pensiero della differenza italiano trae le sue idee portanti da quello francese. Le&#xD;
autrici orientate al genere del contesto francese seguono le differenzialiste dello stesso Paese&#xD;
di origine, dato che le critiche si concentrano sul differenzilismo francese. Infine si è&#xD;
dedicato un capitolo al femminismo italiano e alle critiche accademiche a tale pensiero. Si è&#xD;
pensato poi di riservare in Appendice un paragrafo sull’antropologia cattolica relativa alla&#xD;
differenza sessuale, visto che tanto nei Paesi anglosassoni quanto in Francia le autrici&#xD;
orientate alla gender theory, quali Susan Moller Okin e Elizabeth Badinter, trovano elementi&#xD;
di continuità fra il differenzilismo e la dottrina cattolica ortodossa.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 25 Mar 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
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