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    <title>ArcAdiA</title>
    <link>http://dspace-roma3.caspur.it:80</link>
    <description>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</description>
    <pubDate>Sun, 26 May 2013 06:21:12 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-05-26T06:21:12Z</dc:date>
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      <title>The Channel Image</title>
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      <title>La tutela inibitoria</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2307/569</link>
      <description>&lt;Title&gt;La tutela inibitoria&lt;/Title&gt;
&lt;Authors&gt;Palumbo, Amedeo&lt;/Authors&gt;
&lt;Issue Date&gt;2010-03-26&lt;/Issue Date&gt;
&lt;Abstract&gt;La tesi ha ad oggetto la tutela inibitoria nei suoi molteplici aspetti. La chiave di lettura&#xD;
adottata è quella della individuazione dei caratteri comuni delle diverse ipotesi di inibitoria&#xD;
previste nel nostro ordinamento nella prospettiva della costruzione di un fondamento&#xD;
generale della tutela.&#xD;
La prima parte della tesi analizza le singole fattispecie del Codice civile e delle leggi speciali&#xD;
che prevedono le azioni di cessazione, suddivise tra le ipotesi di inibitoria a carattere&#xD;
definitivo e quelle a carattere provvisorio. Tra le prime sono state analizzate quelle inerenti i&#xD;
diritti della personalità, la proprietà, i diritti reali e il possesso, il pericolo ai beni ipotecati, il&#xD;
diritto all’ambiente salubre, la concorrenza sleale, i marchi e le invenzioni, il diritto d’autore.&#xD;
Tra le fattispecie di inibitoria provvisoria, invece, sono state analizzate la denunzia di nuova&#xD;
opera e di danno temuto, l’inibitoria provvisoria in materia di marchi e brevetti, la&#xD;
responsabilità degli amministratori, l’ipotesi residuale di cui all’art. 700 c.p.c.&#xD;
Una prima riflessione, consequenziale alla ricognizione effettuata, ha ad oggetto le&#xD;
condizioni ed i presupposti dell’azione inibitoria. Rispecchiando la prima parte della tesi,&#xD;
l’analisi effettuata distingue tra le norme che contemplano forme definitive di inibitoria da&#xD;
quelle che prevedono ipotesi provvisorie di tale tutela.&#xD;
Successivamente è stato fatto oggetto d’esame l’ambito di applicazione del provvedimento&#xD;
inibitorio e, in secondo luogo, il suo contenuto. Di particolare interesse, soprattutto dal&#xD;
punto di vista strettamente operativo, è l’analisi delle problematiche inerenti l’applicazione&#xD;
del provvedimento inibitorio, in special modo per quanto attiene alla violazione di ordini di&#xD;
fare infungibile e di non fare. Da ultimo, sempre nell’ambito dell’esecuzione forzata&#xD;
dell’ordine inibitorio, si è affrontato il disposto del neo introdotto art. 614 bis c.p.c., che&#xD;
introduce nel nostro una forma di compulsione indiretta sul modello dell’astreinte di diritto&#xD;
francese.&#xD;
La seconda parte della tesi è dedicata alle ipotesi di azione inibitoria previste nell’ambito&#xD;
della tutela dei consumatori. Il Codice nel Consumo, come è ovvio, rappresenta il necessario&#xD;
terreno di confronto per l’interprete che intenda valutare novità ed inefficacia dell’inibitoria&#xD;
a tutela del consumatore. Tra le fattispecie analizzate vi sono l’inibitoria prevista agli artt. 37,&#xD;
139 e 140 del Codice. Inoltre, pur non contenendo la previsione di un provvedimento&#xD;
inibitorio, ma contemplando esclusivamente un rimedio di tipo risarcitorio, è stata analizzata&#xD;
la class action, entrata in vigore di recente, di cui all’art. 140 bis.ù&#xD;
L’ultima parte della tesi presenta una panoramica delle fattispecie di inibitoria previste in&#xD;
ambito comunitario, sia quelle presenti negli ordinamenti degli Stati membri (sono stati&#xD;
analizzati quelli di Francia, Germania, Olanda e Gran Bretagna), sia quelle derivanti dai&#xD;
provvedimenti degli organismi dell’Unione.&#xD;
Le conclusioni, nel ripercorrere le tappe del lavoro, mettono in evidenza le peculiarità della&#xD;
tutela inibitoria e ne sottolineano i requisiti di “elasticità” e la capacità a divenire strumento&#xD;
di primo intervento dell’ordinamento soprattutto per quei diritti “nuovi” che, pur&#xD;
riconosciuti meritevoli di tutela, non trovano ancora nell’ordinamento una protezione&#xD;
positiva.&lt;/Abstract&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 25 Mar 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2307/569</guid>
      <dc:date>2010-03-25T23:00:00Z</dc:date>
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