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http://hdl.handle.net/2307/425
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| Title: | Indagini geodetiche e geomorfologiche in Appennino centrale per la caratterizzazione della tettonica attiva |
| Authors: | Galvani, Alessandro |
| Tutor: | Dramis, Francesco |
| Issue Date: | 24-Mar-2009 |
| Publisher: | Università degli studi Roma Tre |
| Abstract: | La regione oggetto di studio di questa tesi è rappresentata dal settore centrale della catena appenninica. Informazioni sulla deformazione attiva in questa area derivano dall'analisi della distribuzione della sismicità storica e strumentale e dalla geometria e cinematica dei sistemi di
faglie attivi. I meccanismi focali dei forti terremoti forniscono dei tassi di deformazione variabili fra
0.9 e 3.5 mm anno mentre dati geodetici GPS forniscono valori di deformazione variabili fra 3 e 6
mm / anno. Il quadro cinematico dell'area in esame risulta piuttosto complesso, generato da un cambio del regime tettonico quaternario che da compressivo passa a distensivo a causa della variazione dell'arretramento flessurale della placca adriatica in subduzione verso ovest. Esso è
caratterizzato dalla presenza di sistemi di faglie normali orientate NW-SE in parte ereditate dai vecchi sistemi di thrust pre quaternari, con il riutilizzo delle preesistenti strutture compressive
responsabili origine dei numerosi bacini in tramontani pleistocenici.
Per meglio comprendere un assetto tettonico e cinematico così articolato e per definire tassi
di deformazione caratteristici dell'area, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha istituito
e misurato a partire dal 1999 la rete geodetica CA_GeoNet (Central Apennine Geodetic Network).
Essa è distribuita su un area di circa 180x130 interessando tutte le principali strutture sismo
genetiche.
In questo lavoro vengono presentati il campo di velocità GPS ottenuto dai dati raccolti dal
1999 al 2007 e il campo di deformazione stimato a partire dall'inversione dei dati di velocità. Il
campo di velocità e quello di deformazione possono essere considerati consistenti con il regime
tettonico attuale dopo la rimozione, a scala locale, dei segnali provenienti da vertici su probabili
MGPV (Movimenti Gravitativi Profondi di Versante). Nell'area di studio sono stati individuati,
tramite analisi di foto aeree e dati di campagna 17 vertici monumentati su aree potenzialmente
instabili. L'analisi dei dati ha evidenziato come l'Appennino centrale sia caratterizzato da due
domini di deformazione: tirrenico ed adriatico. La massima deformazione interessa la porzione di
catena che si trova a N della linea Olevano-Antrodoco la quale svolge sia il ruolo di barriera alla
deformazione che di transfer della deformazione. L'analisi dei residui calcolati con l'applicazione
di un modello ad elementi finiti del campo di velocità ha permesso di definire fra i vertici interessati
da instabilità dei versanti, quali presentano residui superiori a 2 o a 3 ovvero quali vertici sono
caratterizzati da un residuo elevato imputabile alla presenza di una componente gravitativa,
definendo un nuovo approccio per la definizione e la comprensione della dinamica che caratterizza
aree di instabilità a scala così grande. ...more |
| URI: | http://hdl.handle.net/2307/425 |
| Appears in Collections: | Dipartimento di Scienze geologiche T - Tesi di dottorato
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