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http://hdl.handle.net/2307/618
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| Title: | Discriminazione tra eventi sismici naturali ed esplosioni nucleari sotterranee |
| Authors: | Materni, Valerio |
| Tutor: | Plastino, Wolfango |
| Issue Date: | 27-Jan-2010 |
| Publisher: | Università degli studi Roma Tre |
| Abstract: | Nel 1996, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato il Comprehensivenuclear-Test-Ban-Treaty (CTBT), Trattato per la proibizione totale delle esplosioninucleari e la sua rispettiva organizzazione (CTBTO).
L’Italia è membro permanente del Consiglio Esecutivo della CTBTO, e come Stato
firmatario ha la possibilità di effettuare proprie valutazioni soggettive sull’osservanza
del Trattato da parte degli altri firmatari, sulla base delle informazioni di carattere
oggettivo diffuse dal Centro Internazionale Dati (IDC), facente parte del sistema di
verifiche messo a punto dalla CTBTO.
Il presente lavoro di ricerca si colloca proprio all’interno di tale contesto, ed è stato
sviluppato nell’ambito delle attività che l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
(INGV) svolge presso l’Unità Tecnica Operativa del Ministero degli Affari Esteri.
L’INGV infatti fa parte integrante della struttura nazionale di attuazione del Trattato ai
sensi della L. 197/2003, con l’incarico di gestire il Centro Nazionale Dati che si
interfaccia con l’IDC.
Lo scopo di questo lavoro di ricerca è stato quello di sviluppare una metodologia
innovativa per la discriminazione fra eventi sismici naturali ed esplosioni nucleari
sotterranee, basato sia su una rigorosa modellazione fisica delle sorgenti sismiche, sia su
un’accurata analisi sperimentale dei dati rilevati dal Sistema di Monitoraggio
Internazionale (IMS).
In particolare possono essere individuate due fasi tra loro complementari di questo
lavoro: una fase prettamente fisica e sperimentale mirata ad un’ estensione in ambito
regionale del classico discriminante mb : M S (basato sulla constatazione che per
sorgenti di tipo esplosivo la magnitudo ottenuta dalle onde di volume (mb) a breve
periodo è considerevolmente maggiore di quella ottenuta dalle onde superficiali (Ms) a
lungo periodo), ed un’altra fase legata ad una trattazione su basi statistiche, della
discriminazione attraverso l’utilizzo di tecniche di analisi statistiche multivariate.
La metodologia prescelta per l’individuazione della natura delle sorgenti sismiche si
basa sulla recente letteratura sull’argomento. Essa tende a valorizzare l’informazione
contenuta nelle registrazioni sismiche a larga banda, per quanto riguarda soprattutto il
contenuto in onde sismiche superficiali a periodo considerevolmente inferiore a quello
sul quale è tipicamente definita la magnitudo Ms. Queste onde sono rilevabili a distanze
relativamente brevi (entro alcune migliaia di km) dalle sorgenti, e per questo
particolarmente adatte all’analisi degli eventi di piccole dimensioni, come quelli
costituiti dall’esplosione di cariche nucleari al disotto di 1 kt di potenza.
L’applicazione di tale idea ha consentito di ottenere, in particolar modo per le stazioni
vicine, un miglioramento nel rapporto segnale/disturbo e una più agevole
determinazione dei valori di ampiezze e magnitudo, mediante i quali sono stati ottenuti
dati utili ai fini della discriminazione.
Il metodo prescelto in questo lavoro di tesi è basato sul confronto fra l’ampiezza
osservata e quella ottenuta teoricamente per l’onda di Rayleigh nel caso di una sorgente
esplosiva. Si dimostra che, a parità di distanza dalla sorgente, il logaritmo di tale
ampiezza è linearmente correlato alla magnitudo mb dell’evento considerato. Si è
adottato il criterio di dichiarare come esplosivo un evento sismico per il quale
l’ampiezza dell’onda di Rayleigh osservata supera quella teorica. L’analisi fatta sui dati
del test nucleare condotto dalla R.P.D. della Corea del 25-05-2009 ha poi permesso, per
la prima volta con buona precisione, di poter calibrare la costante q delle rette
decisionali log(A) = 1.18mb + q in funzione della distanza.
La metodologia applicata a dati successivi, e chiaramente indipendenti dai precedenti,
ha poi consentito di verificare che per eventi naturali i valori di log(A) si collocavano
correttamente al di sopra della retta decisionale.
La seconda fase, invece, ha riguardato l’ottimizzazione e l’applicazione delle tecniche
statistiche multivariate: in particolar modo, del metodo della “Analisi Discriminante”,
sia come algoritmo statistico di discriminazione, sia come strumento di verifica della
metodologia sviluppata nella fase precedentemente descritta. La messa a punto di tale
tecnica e la sua successiva applicazione hanno infatti fornito un supporto matematico
oggettivo al lavoro svolto. Tale metodologia è stata ottimizzata come algoritmo
indipendente di discriminazione, applicata ad un gruppo di eventi generici e ad un
gruppo costituito dagli eventi non screen-out (ovvero eventi non classificati come eventi
sicuramente naturali dall’IDC). Per entrambi i gruppi sono stati ottenuti ottimi risultati
sempre in relazione alle attuali tecniche di screening utilizzate presso la CTBTO.
Un’ulteriore innovazione è stata quella dell’introduzione e dell’utilizzo delle probabilità
a priori come mezzo matematico “di pilotaggio” della discriminazione. Tale
introduzione permette infatti di tener conto di informazioni indipendenti da quelle
puramente geofisiche (ad esempio quelle provenienti da operazioni di “intelligence”
etc). L’inserimento di tali informazioni nel processo decisionale, cosa fino ad ora non
contemplata da nessuna metodologia di discriminazione dell’ambito CTBTO, potrà
essere utilizzato in futuro in un contesto politico nazionale di applicazione del sistema
di verifica del CTBT. ...more |
| URI: | http://hdl.handle.net/2307/618 |
| Appears in Collections: | Dipartimento di Fisica 'Edoardo Amaldi' T - Tesi di dottorato
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