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http://hdl.handle.net/2307/622
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| Title: | Risposta e stabilità aeroelastica di velivoli Tiltrotor |
| Authors: | Molica Colella, Marco |
| Tutor: | Gennaretti, Massimo |
| Issue Date: | 11-May-2010 |
| Publisher: | Università degli studi Roma Tre |
| Abstract: | Il presente lavoro di tesi si è incentrato sulla costruzione di un modello di soluzione aeroservoelastica adatto alla Risposta ed alla Stabilità di velivoli Tiltrotor in volo rettilineo uniforme. I punti focali
della ricerca triennale di dottorato sono stati:
• La costruzione, a partire dai modelli classici di travi rotanti sviluppati in [4] e [7], di un modello
strutturale complesso per il rotore, adatto a descrivere configurazioni con pale ad asse non rettilineo e con caratteristiche aero-strutturali di sezione genericamente variabili, arricchito dai gradi
di libertà relativi al moto dell’hub.
• La definizione di un modello avanzato per l’ala, in cui essa e scomposta in parte interna ed esterna, per rappresentare al meglio la struttura ed il conseguente percorso seguito dalle sollecitazioni
che dal rotore raggiungono la fusoliera unendosi agli effetti aerodinamici sull’ala.
• La definizione di una metodologia per interfacciare la struttura complessa del punto precedente
con un solutore BEM (Boundary Element Method) per l’aerodinamica 3D, onde catturare i
fenomeni di interferenza aerodinamica e di impatto scia-corpi e calcolare al meglio i carichi
vibratori scaricati in fusoliera, che da detti fenomeni si sono dimostrati fortemente influenzati.
• approcciare il problema della riduzione delle vibrazioni precedentemente identificate con metodi
innovativi relativi all’HHC (Higher Harmonic Control) ed all’uso simultaneo di IBC (Individual
Blade Control) come le smartspring.
I modelli sviluppati sono stati applicati sia su una configurazione di Tiltrotor innovativa basata sul progetto ERICA di Agusta-Westland, sia su una configurazione convenzionale basata sul Bell XV-15
Sono state eseguite sia indagini di dinamica strutturale che di stabilit` aeroelastica, per il rotore e per
l’ala, per la quale ci si e concentrati sul fenomeno del Whirl-flutter.
Si è poi analizzata la risposta all’equilibrio in termini di carichi vibratori scaricati al mozzo ed alla
radice dell’ala, che in funzionamento periodico e governata dalle armoniche multiple della frequenza
giro del rotore e del numero di pale Nblade Ω. I carichi sono stati valutati in più condizioni di volo e
con più livelli di interazione tra i modelli aerodinamico e strutturale, evidenziando i limiti di ciascun
procedimento nella valutazione. Altresì è stato individuato l’impatto di caratteristiche strutturali, soprattutto dell’ala, sui carichi vibratori, anche sulle armoniche superiori rispetto alla fondamentale: la
modellazione strutturale è apparsa importante in quanto masse e geometrie influenzano fortemente i
modi e quindi la funzione di trasferimento del sistema che può amplificare notevolmente i carichi in
ingresso, fino, nei casi più sfortunati, a risonanze delle frequenze forzanti.
Infine ci si e occupati di testare in prima analisi la potenzialità di metodi di controllo delle vibrazioni:
sono stati utilizzati sia un controllo ad armoniche superiori sull’attuazione dello swashplate, ergo
l’HHC, sia meccanismi di controllo individuale delle pale, IBC, come le smart-spring, capaci con
l’innesto di piezoelettrici alla radice della pala di variare con la giusta frequenza la rigidezza a flessione della stessa. Le leggi di attuazione sono state determinate mediante controllo ottimo, ergo la
minimizzazione di un indice di prestazione.
• I controlli HHC e smart-spring si sono dimostrati molto efficienti nel diminuire le vibrazioni. in
particolar modo l’HHC si e dimostrato efficace sia in Helicopter-mode che in airplane-mode
• Il controllo numerico si e dimostrato robusto al variare del modello aerodinamico rispetto a quello
di sintesi.
• Si e infine indagata la convenienza di concentrarsi sulla riduzione dei carichi alla radice o all’hub,
osservando come in particolare in helicopter-mode, dove l’aerodinamica interazionale e minore,
convenga effettivamente concentrarsi sui carichi al mozzo, sia per avere un risultato migliore,
sia per modificare il contenuto armonico della legge del moto dell’attuatore verso frequenze e
potenze minori. ...more |
| URI: | http://hdl.handle.net/2307/622 |
| Appears in Collections: | T - Tesi di dottorato Dipartimento di Ingegneria meccanica e industriale
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