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http://hdl.handle.net/2307/671
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| Title: | Gustav Špet fra fenomenologia ed ermeneutica : il contributo di G. Špet al rinnovamento della filosofia in Russia attraverso la diffusione della fenomenologia husserliana, gli studi di estetica e di filosofia del linguaggio |
| Authors: | Ottaviano, Giulietta |
| Tutor: | D'Angelo, Paolo |
| Issue Date: | 12-Apr-2010 |
| Publisher: | Università degli studi Roma Tre |
| Abstract: | Il lavoro di ricerca, nel corso del triennio, si è concentrato su due versanti: il primo è
consistito nel reperimento delle fonti relative alla produzione scientifica del filosofo
russo di cui si hanno pochissimi riferimenti nel nostro paese.
All’estero, soprattutto in Francia e in Germania, lo studio di Špet è stato portato
avanti in questi ultimi decenni ed ha prodotto una serie di pubblicazioni riguardanti i
numerosi aspetti della sua ricca e articolata produzione scientifica, di cui se ne può
avere un’indicazione nelle bibliografia generale, posta in appendice.
Il reperimento delle fonti è stato possibile attraverso un lavoro di ricerca presso le
biblioteche statali russe e, soprattutto grazie alla disponibilità della figlia del filosofo,
Marina Gustavovna Štorch che, nel mettere a disposizione i volumi pubblicati in
questi ultimi anni dell’opera omnia del filosofo, in tiratura limitata e contenenti anche
la documentazione conservata presso l’archivio di famiglia, in parte anche
manoscritta, ha permesso di affrontare lo studio la ricerca con riferimenti testuali.
Il secondo versante ha riguardato il lavoro di traduzione, per la maggior parte dalla
lingua russa.
Tutte le citazioni contenute nella tesi, tratte da testi di Špet e da filosofi a lui
contemporanei, dai contributi su di lui degli studiosi russi e delle pagine scelte dei
testi posti in appendice, sono opera di traduzione dall’originale.
Il carteggio pubblicato a cura di Tat’jana Ščedrina è stato altro elemento utile sia per
il primo capitolo riguardante la vita e le opere del filosofo, sia per avere elementi di
maggiore conoscenza sul rapporto instauratosi fra Špet e Husserl.
La redazione delle note bibliografiche è stata curata fin dal primo anno di corso ed ha
necessitato di un lungo e paziente lavoro di controllo, poichè non sempre i riferimenti
sono coincidenti con le fonti, anche a causa dei problemi dovuti alla traslitterazione
dal cirillico (non sempre univoca).
La traslitterazione utilizzata è quella accreditata e riconosciuta a livello internazionale
ed è stata resa graficamente mediante l’utilizzo dell’alfabeto serbo con caratteri latini.
Il lavoro di traduzione e di analisi dell’opera Fenomeno e senso, (dall’edizione
originale del 1914) è stato piuttosto complesso; è stato anche redatto e allegato un glossario in lingua russa, tedesca e italiana, come contributo proveniente dal lavoro di
traduzione. Nell’appendice sono stati inseriti due ulteriori indici bibliografici: il primo contenente tutte le opere del filosofo, con i riferimenti alle varie edizioni e i
riferimenti alla letteratura secondaria; il secondo indice bilbiografico riguarda le
pubblicazioni su Husserl in Russia dei primi decenni del Novecento. Nell’ appendice
sono stati inseriti documenti provenienti dal carteggio, tradotti dal russo, con la
relativa documentazione fotografica.
Il lavoro di ricerca ha avuto come obiettivo innanzitutto quello di introdurre la
personalità del filosofo per farne comprendere la vastità degli interessi e le varie fasi
che la sua produzione scientifica ha attraversato. Il primo capitolo è dedicato alla vita
del filosofo e alla sua formazione intellettuale; il secondo capitolo è dedicato ad una
panoramica su alcune rilevanti personalità filosofiche che insieme a Špet hanno
contribuito al rinnovamento del pensiero filosofico in Russia, recuperando molti tratti
della tradizione ottocentesca sia letteraria che filosofica. I primi tre decenni del
Novecento russo sono stati un periodo di straordinario rinnovamento per quanto
riguarda lo studio del linguaggio, la nascita delle avanguardie artistiche, gli studi
sociali, la produzione letteraria. Il contributo di filosofi, fra i quali Špet, è stato
significativo.
Anche la ricezione e la reinterpretazione della fenomenologia husserliana così come
di altri filoni quali il neokantismo, rientrano fra quei fattori che hanno avuto
rilevanza e che, attraverso Špet, hanno contribuito a tale rinnovamento su molti
versanti. Il terzo capitolo è dedicato al confronto con la fenomenologia husserliana.
Špet, allievo di Husserl negli anni 1912-13 a Gottinga, pubblica nel 1914 Fenomeno
e senso che rappresenta nel panorama della filosofia russa la prima esposizione
approfondita della fenomenologia; in questa sua opera Špet si occupa dei temi che
Husserl aveva trattato già nelle Ricerche logiche e che aveva da poco affrontato nei
seminari di Gottinga e che saranno contenuti in Ideen I.
Nei capitoli centrali della tesi, attraverso un’analisi “comparativa” fra il testo di Špet
e i testi husserliani (Ricerche logiche, La filosofia come scienza rigorosa, Idee I, Idee
II) sono stati rintracciati sia i temi comuni che le diversità fra i due filosofi.
Fra i temi comuni sono emersi il tema della filosofia, intesa come scienza rigorosa,
la necessità di confutare lo psicologismo, l’esigenza di mettere al centro il problema
del metodo, il tema dell’epoché, della riduzione fenomenologica in connessione
all’analisi della coscienza pura, l’intenzionalità.
Nei confronti delle tesi husserliane Špet manifesta una serie di obiezioni rispetto alla
poca chiarezza con cui Husserl avrebbe affrontato il rapporto fra intuizione ideale e
intuizione empirica e rispetto all’analisi ancora troppo soggettivistica da parte di
Husserl nei confronti della coscienza. Nei capitoli conclusivi di Fenomeno e senso,
Špet pone l’accento sul tema “ermeneutico” della comprensione come dimensione
davvero risolutiva.
La coscienza per Špet non può avere un “proprietario” e, riprendendo la tradizione
filosofica russa, sviluppa un’analisi in difesa di una visione della coscienza nella sua
dimensione collettiva e culturale. Non a caso negli anni seguenti alla pubblicazione di Fenomeno e senso (1914), Špet dedica alla filosofia della storia una monumentale
dissertazione accademica, con l’obiettivo di difendere il ruolo della storia, dove è
riscontrabile l’influenza di Dilthey. Egli scrive anche una storia dell’ermeneutica,
partendo dall’antichità per arrivare alla contemporaneità.
Gli studi successivi sono dedicati soprattutto al ruolo del linguaggio (la parola, per
Špet è il “principium cognoscendi”).
In Fenomeno e senso già era stata elaborata una tale prospettiva, espressa negli
ultimi capitoli e poi ripresa in La forma interna della parola (l’opera del ’27 e della
piena maturità intellettuale dedicata a von Humboldt e a cui è dedicato il quarto
capitolo) in cui il rapporto fra espressione e significato che Špet aveva appreso dalle
Ricerche logiche viene trattato in quest’opera come il tema fondamentale, che
ricomprende l’ermeneutica, la semiotica e la logica. Il quarto capitolo verte anche su
un’ analisi comparativa fra i testi di von Humboldt e l’opera di Špet La forma interna
della parola.
Anche in opere precedenti come nei Frammenti estetici ( opera pubblicata nel 1923)
Špet sostiene che il significato logico non viene annullato dal linguaggio poetico ma
in esso ricompreso, tanto che il linguaggio poetico dovrebbe essere considerato come
una “filosofia applicata“.
Il contributo alle nuove teorie sullo studio del linguaggio è stato riconosciuto dai più
illustri esponenti del formalismo russo di allora, come testimonia lo scambio
epistolare con Roman Jakobson e come testimoniano artisti, letterati e filosofi del
periodo. ...more |
| URI: | http://hdl.handle.net/2307/671 |
| Appears in Collections: | T - Tesi di dottorato Dipartimento di Filosofia
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