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http://hdl.handle.net/2307/682
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| Title: | Il demanio marittimo : titolarità e gestione tra Stato e autonomie territoriali |
| Authors: | Conio, Alba |
| Tutor: | Rossi, Giampaolo |
| Issue Date: | 5-May-2009 |
| Publisher: | Università degli studi Roma Tre |
| Abstract: | Il progressivo affermarsi di indirizzi legislativi, caratterizzati
dalla dissociazione tra regime proprietario e destinazione
pubblica dei beni (indirizzi che ammettono la titolarità privata
di beni demaniali, senza che a ciò si accompagni la perdita
della pubblicità sostanziale e della destinazione pubblica
degli stessi), è alla base dell'esigenza - da cui muove il
presente lavoro - di verificare la perdurante rilevanza della
titolarità pubblica, del legame di necessaria appartenenza
all'Amministrazione (precisamente, statale), rispetto ad una
particolare categoria di beni pubblici, i beni demaniali
marittimi.
Detta verifica procede dalla disamina delle varie tipologie
morfologiche di beni rientranti nella categoria del demanio
marittimo, che evidenzia la rilevanza e la stretta connessione
di entrambi gli elementi, quello naturalistico e quello
funzionale, ai fini dell'individuazione dei beni demaniali
marittimi.
Il regime giuridico di detti beni mette in luce, poi,
l'essenzialità del collegamento con i pubblici usi del mare,
intesi quale categoria aperta e dinamica, che non si risolvono
esclusivamente nell'uso diretto dei beni demaniali marittimi
da parte della collettività e la cui soddisfazione implica la
necessaria appartenenza pubblica dei beni medesimi.
La valenza unitaria e generale di buona parte degli interessi
sottesi agli usi pubblici del mare conduce ad affermare che il
conferimento di funzioni amministrative sul demanio
marittimo alle regioni e agli enti locali, a seguito della riforma
del titolo V della Costituzione, pur introducendo un elemento
di rottura con la tradizione, in virtù della scissione operata tra
l'appartenenza del bene e l'esercizio delle funzioni
amministrative ad esso relative, non è tale da comportare la
titolarità dominicale dei beni in capo alle autonomie
territoriali, sebbene queste ultime risultino esserne oggi i
principali gestori. Infatti, la molteplicità, la mutabilità e la
frequente rilevanza sovra locale degli interessi che i beni
demaniali marittimi sono idonei a soddisfare, per loro
struttura e per connaturata attitudine a realizzare specifici fini
di pubblico interesse, impedisce di trarre conseguenze
automatiche dal trasferimento di parte delle funzioni
amministrative sugli stessi beni alle regioni e agli enti locali.
La titolarità pubblica statale del demanio marittimo appare,
infatti, quale unica forma di appartenenza in grado di
assicurare la costante strumentalità funzionale dei beni
demaniali marittimi alla soddisfazione dei pubblici usi del
mare (attuali e potenziali), implicanti interessi di valenza per
lo più sovra locale (anche globale).
I beni demaniali marittimi rientrano, così, a pieno titolo in quel
nucleo essenziale di beni pubblici, tali anche in senso
soggettivo, la cui esistenza è imposta dalla stessa
Costituzione (art. 42, co. 1, Cost.), mentre l'appartenenza
pubblica necessaria ne garantirebbe al meglio la funzione
sociale (art. 42, co. 2, Cost.).
La necessaria titolarità dominicale statale dei beni demaniali
marittimi si pone, quindi, quale limite ai recenti processi di
privatizzazione dei beni pubblici, il cui operare a volte
disinvolto ha determinato l'avvio dell'indagine. ...more |
| URI: | http://hdl.handle.net/2307/682 |
| Appears in Collections: | Dipartimento di Diritto Europeo. Studi Giuridici nella dimensione nazionale, europea, internazionale T - Tesi di dottorato
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